
ZURIGO - La Svizzera conterà presto 8 milioni di abitanti. E' questione di poche settimane. Ciò comporta inevitabilmente un'antropizzazione che toglie, di fatto, spazio all'ambiente naturale di una Svizzera che per alcuni rischia di scoppiare sotto il peso dell'aumento demografico.
Negli ultimi 24 anni è aumentata del 24% l'urbanizzazione del territorio svizzero. L'uomo ha sottratto ampi spazi alla natura, corrispondenti a un territorio vasto quanto il Lago Lemano. La conferma arriva da Rudolf Menzi, portavoce dell'Ufficio federale per lo sviluppo del territorio.
Numeri che non hanno lasciato indifferente il mondo politico, che ormai da due anni si sta confrontando sempre più in un dibattito al cui centro vi è una Svizzera sempre più abitata.
La proposta UDC - L'UDC ha proposto il contingentamento, ossia paletti all'immigrazione ma anche pratiche più restrittive in materia di naturalizzazione.
Su quest'ultimo punto l'UDC ha intenzione di presentare una mozione parlamentare in cui si chiede l'abolizione della possibilità di ricorso per gli aspiranti svizzeri che vedono respinta la loro domanda di naturalizzazione.
Abolire la doppia cittadinanza - E' stato il presidente dell'UDC a spiegare al domenicale "Sonntagszeitung" della necessità, inoltre, di aumentare il numero di anni per un coniuge straniero sposato con uno svizzero, di poter accedere alla possibilità di ottenere la nazionalità elvetica. In casa UDC si discute poi dell'abolizione della doppia cittadinanza. Una possibilità questa che molti italiani hanno usato per poter ottenere tutti i vantaggi di avere sia il passaporto comunitario sia quello elvetico. Secondo Brunner, attraverso questi interventi di tipo legislativo, si riuscirebbe a stabilizzare la popolazione attorno agli 8 milioni di abitanti.
La proposta dei Verdi - L'approccio dei Verdi alla tematica è diversa. Per quanto riguarda il diritto alla cittadinanza, essi ritengono che non serve modifica alcuna. Secondo gli ecologisti, la chiave per riuscire a frenare l'immigrazione è quella dell'attuazione di una strategia di natura economica a lungo termine. In Svizzera bisogna trovare un accordo affinché si determinino quali sono i settori e le aziende che possono portare benessere alla popolazione.
La posizione socialista - Anche in casa socialista la forte immigrazione preoccupa. Lo spiega al "Sonntag" la consigliera nazionale zurighese PS Jacquelin Badran: "Tecnicamente un aumento della popolazione è possibile, ma non è auspicabile. Questo perché a quest' aumento è legato l'aumento eccessivo dei costi di tutti i tipi. Questo fenomeno poi, è estremamente antisolidale nei confronti dell'Europa". Badran solleva cioè l'aspetto etico della problematica, di cui ci siamo già occupati in passato, parlando dei medici tedeschi immigrati in Svizzera e del costo sociale alla Germania che tutto ciò comporta.
I Verdi liberali - Il presidente dei Verdi Liberali Martin Bäumle ritiene, invece, che la Svizzera potrà reggere con una popolazione che conta fino a 10 milioni di persone anche se - osserva - "in questa società dei consumi e degli sprechi, sei milioni di persone sono già troppe".
Il PPD - Il presidente del PPD nazionale, Christophe Darbellay fa un salto avanti. Parla di una Svizzera con 12 milioni di abitanti tra 50 anni. Una prospettiva ritenuta dal friburghese "sostenibile" se "la capacità attrattiva della Svizzera resta e se si fanno bene i compiti a casa".
Il PLR - Infine è il presidente del Partito Liberale radicale Philipp Müller a dire la sua: "Dipende tutto se le persone che immigrano sono integrabili nella società e nell'economia svizzera". Müller dice infine di essere d'accordo per un freno all'immigrazione dagli stati extracomunitari.