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10/08/2017 - 09:27

«Era il nostro momento... a Ville fu come se gli fosse stato rubato qualcosa»

Il roccioso Andreas Hänni, ex difensore, ripercorre il campionato 2003/04 del Lugano: «La finale? Che lotta con Sarault... Non dimenticherò mai il gol di Maneluk, ma l’epilogo fu doloroso»

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Finale 2003/04: il roccioso Andreas Hänni in lotta con Dominic Meier.
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LUGANO - A tratti devastante, capace di dominare la regular season e arrivare fino alla finalissima piegando Friborgo e Zurigo, il Lugano 2003/04 aveva tutte le carte in regola per centrare il bersaglio grosso, ma il gol di Marc Weber nell’overtime della gara decisiva mandò in frantumi i sogni bianconeri. Titolo al Berna, festa “rimandata” (di qualche anno), tanti rimpianti.

«Alla fine è stata una bellissima stagione, ricchissima di emozioni nei playoff, ma davvero dolorosa per come è andata a finire…», spiega Andreas Hänni, roccioso difensore in forza al Lugano per sette stagioni.

Rimonte pazze e colpi di genio (anche in finale), tutti gli episodi sembravano “dire” Lugano. «Era il nostro momento, per come stava andando e per com’era andata. Anche in semifinale era successo qualcosa di simile con la rimonta dall’1-3 al 4-3 sui Lions. La situazione era complicatissima, ma eravamo risorti anche grazie ai colpi di Mike, Ville e Nummy. In finale, sotto 2-0, rimontammo ancora. In gara-4 a Berna ci fu un gol eccezionale di Nummelin a poco dalla fine, mentre in gara-5, giocata alla Resega, pareggiammo a un niente dalla terza sirena: non dimenticherò mai il gol di Maneluk (3-3 al 60’, ndr). Ed invece… in momenti così si capisce l’imprevedibilità e l’incertezza dello sport. Ad anni di distanza si può dire che quella del 2004 è stata una finale estremamente spettacolare per i tifosi e per l’hockey svizzero, ma chiaramente quando la si vive fa molto male».

Coach Huras come aveva reagito a quel ko? «Larry è un coach che chiede tanto, ma alla fine è molto leale ai suoi giocatori. Sapeva benissimo che avevamo dato tutto. Non aveva "energia negativa" nei nostri confronti, è andata così… Non poteva essere arrabbiato con la squadra».

Di quel Berna cosa ricordi? «In quella squadra c’era Yves Sarault, era sempre durissimo giocarci contro, fisicamente era fortissimo. Poi c’era Dubé… di Christian la critica diceva che attorno a lui era difficile vincere il titolo. Anche per questo, in casa Berna, è stato importantissimo conquistare quel campionato. C’erano anche Luca Cereda, un volpone da playoff come Ivankovic e il “solito” Ivo Rüthemann... senza dimenticare Jobin, Bordeleau e tanti altri. Personalmente in quella finale lottai molto proprio con Sarault, lì era dura… (ride, ndr)».

Un roster da favola e stranieri capaci di fare la differenza, quel Lugano aveva tutto… «Il Lugano, in quei anni, era in una fase molto importante, per un bel periodo ha “definito” l’hockey svizzero. L’anno prima avevamo già vinto il titolo. C’erano gli stranieri giusti con le capacità giuste: Jim Koleff aveva individuato dei giocatori straordinari».

Rispetto alla stagione precedente, culminata con il sesto titolo della storia bianconera, c’era anche un Ville Peltonen in più. «Ville, Nummy e Mike erano tre professionisti esemplari. Mike Maneluk sapeva segnare reti in momenti critici, sotto questo aspetto è il migliore che abbia mai visto. Peltonen era determinatissimo. Ricordo che per lui, l’anno dopo quella finale persa, vincere il titolo era come un’ossessione. Tornò come se gli fosse stato rubato qualcosa. Nel 2004/05 però, sempre contro il Berna, perdemmo addirittura nei quarti di finale. Nel 2005/06 invece arrivammo fino in fondo… Peltonen ad ogni modo era un collega fantastico, esigeva molto da sé stesso e dagli altri, poteva essere anche duro, ma dava tantissimo. Si era inserito subito con tutte le sue qualità, era un giocatore eccezionale. Il pacchetto intero lo distingueva dalla maggioranza, non a caso è stato anche capitano della Finlandia».

196 reti, 74 punti, in stagione il Lugano era stato per lunghi tratti inarrestabile. Molte volte chi vince la regular season si ferma però proprio sul più bello... «Al giorno d’oggi non si vede più una squadra così dominante in regular season. Credo che uno dei grandi meriti di Larry sia stato quello di tenerci a “bordo”, con i piedi per terra, continuando a farci lavorare duro negli allenamenti nonostante i risultati della regular season. La nostra stagione, sotto questo aspetto, è stata quasi troppo armoniosa. Nella mia lunga esperienza ho visto solo due volte una squadra così dominante arrivare a vincere il campionato. Nel 2010 il Berna e la scorsa stagione sempre gli Orsi. Spessissimo invece ci sono sorprese. Solo una volta, tra le quattro che ho vinto il titolo, non c’è stata una profonda crisi durante la stagione. Non è un’eccezione, capita spesso: nelle difficoltà si cresce e si crea una specie di “riserva” anche a livello mentale».

Qual è stato, secondo te, il Lugano più forte: quello del 1985/86 o quello del 2003/04? Vota nel sondaggio.

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2 commenti da TIO
BarryMc - 10 Agosto alle 12:42
Era un grandissimo Lugano!
Peccato aver perso la finale, ma rimango convinto che se si giocava alla meglio delle 7 partite, la potevamo ancora girare!!!

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