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17/07/2017 - 09:09

Petrov, Chibirev, Rohlin e una finale sfiorata: spettacolo e rimpianti

L'Ambrì di Huras in “versione” 1997/98 seppe divertire e far sognare: la semifinale persa in sette partite contro lo Zugo è ancora una ferita aperta

Keystone
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AMBRÌ - Chiamato a riscattarsi dopo un campionato opaco e deludente, che in corso di svolgimento aveva visto anche il doloroso allontanamento di Alexander Yakushev (condottiero per oltre due stagioni), l'Ambrì targato 1997/98, guidato da Huras e con diversi innesti importanti e soprattutto azzeccati, dimostrò carattere, grinta e idee chiarissime fin dal principio.

“Sacrificato” Kvartalnov e cambiato sistema di gioco alla ricerca di maggior equilibrio, i biancoblù si presentarono al via con i confermatissimi Oleg Petrov (stagione da 115 punti, 41 gol), e Igor Chibirev (99 punti, 44 gol), e l'innesto di un certo Leif Rohlin in provenienza dai Vancouver Canucks. L'arrivo del roccioso e affidabile difensore svedese - oltre a quello dei rossocrociati Edgar Salis, Fredy Bobilier e Bruno Steck -, aumentò notevolmente la solidità difensiva, facilitando di conseguenza il lavoro tra i pali di Pauli Jaks e Peter Martin (arrivato dal Turgovia e rivelatosi poi preziosissimo soprattutto nei playoff). In attacco, oltre alla coppia d'oro Petrov-Chibirev e un Peter Jaks da 32 reti, davano manforte ad un reparto offensivo coi fiocchi anche i vari John Fritsche (17 gol), Vjeran Ivankovic (13 reti) e Mattia Baldi.

Chiusa al quarto posto la regular season, nei playoff Nicola Celio e compagni si trovarono al cospetto del Berna campione in carica. Duello tosto, serrato e vinto infine con pieno merito dai biancoblù in 7 partite. Sbranati con cuore, grinta e qualità gli Orsi di Marois, Orlando, Howald, Tosio&Co, la semifinale “regalò” ai leventinesi un derby del Gottardo da brividi contro lo Zugo trascinato dai guizzi di Wes Walz (16 reti in 20 incontri dei playoff) e Bill McDougall. Serie dalle mille emozioni contro i Tori di Sean Simpson - alla prima esperienza da head coach -, serie amarissima per l'Ambrì che, avanti 3-2 dopo aver sbancato di prepotenza la Herti in gara-5 (7-1), fu costretto a giocarsi il match point e il momento clou senza l'infortunato Chibirev (toccato duro) finendo col soccombere. Persa malamente gara-6 in una Valascia stracolma e pronta ad “esplodere”, la banda Huras si arrese infatti anche in gara-7 e venne così eliminata dai futuri campioni svizzeri. Nella finalissima lo Zugo, aumentando i rimpianti biancoblù, piegò infatti in sei partite un Davos tutt'altro che irresistibile.

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