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14/09/2017 - 06:59

«Fisicamente sono al 100%, ora mi manca il ritmo partita. Conz? Aveva bisogno di un cambiamento»

Michaël Ngoy, reduce da un infortunio, sta per tornare al suo posto nello scacchiere biancoblù: «Forse giocherò già nel weekend, in Coppa ci sarò di sicuro. Cereda? C'è la giusta strategia»

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AMBRÌ - Reduce da un infortunio che lo ha colpito nell'ultimissima parte della scorsa stagione e lo ha costretto a saltare i primi duelli del nuovo campionato, Michaël Ngoy sta per tornare al suo posto nello scacchiere biancoblù, pronto a dar manforte a un gruppo combattivo, energico e fin qui capace di strappare applausi ai propri tifosi. «Ora sto molto bene, ho già iniziato ad allenarmi al massimo da alcune settimane: sono pronto per ricominciare a giocare», spiega il difensore. «A livello fisico sono al 100%, ma mi manca ancora il ritmo partita. Fin qui ho giocato un solo incontro con i Rockets, ovvero l’amichevole contro il Coira (vinta 7-1 l'8 settembre, ndr)».

Potresti tornare in pista già nel weekend per le sfide contro Friborgo e Langnau? «Ogni giorno parlo con Cereda, valutiamo insieme la situazione. Sappiamo che la stagione è ancora molto lunga e in questo momento ci sono 8-9 difensori, non c’è bisogno di affrettare i tempi. L’Ambrì ha iniziato bene e i difensori stanno facendo il loro compito, non c’è la necessità di cambiare per forza. Domani (oggi per chi legge, ndr), sarà un giorno importante, perché parlerò ancora con Luca e poi ne saprò di più. Forse giocherò già una partita questo weekend, poi sicuramente scenderò in pista martedì prossimo per il match di Coppa Svizzera contro l’EVZ Academy. Iniziare a prendere il ritmo nei 1/16 di Coppa potrebbe essere la soluzione ideale».

In questo Ambrì ringiovanito sia in attacco che in difesa, il 35enne Ngoy potrà certamente aiutare i più giovani, soprattutto i colleghi di reparto. «Per me è naturale cercare di aiutare i ragazzi, cercare di mostrare alcuni aspetti del gioco difensivo. Tanti giovani guardano le superstar come Josi e vorrebbero imitarle, ma bisogna anche capire quel che ci si aspetta da loro. Innanzitutto è fondamentale la solidità difensiva, giocare semplice, effettuare un buon primo passaggio. Ad Ambrì Cereda ha bisogno di difensori capaci di vincere i duelli 1 contro 1 e far ripartire velocemente l’azione. Giocare semplice in zona difensiva è qualcosa che si può “controllare”, per fare reti o coast-to-coast serve invece del talento puro, naturale… se non ce l’hai non puoi lavorarci».

A Ngoy, ex Friborgo come Benjamin Conz, abbiamo chiesto un commento sul portiere 26enne, fin qui brillantissimo nelle sue prime uscite in biancoblù dopo una stagione complicata in terra burgunda. «Ne ero certo. Benjamin aveva bisogno di un cambiamento. A Friborgo, quando le cose vanno male, c’è molta pressione e per la squadra diventa dura. Conz aveva molto pressione e non è stato aiutato molto: era arrivato il momento giusto per cambiare. Lo conosco e so che ha ancora margini di miglioramento, penso che trovarsi ora ad Ambrì, dove sente la fiducia di tutto l’ambiente, sia l’ideale. Si vede chiaramente che è molto felice di essere qui».

Un derby vinto alla Resega, poi due vere e proprie battaglie contro Davos e Berna che, pur non portando punti nel carniere biancoblù, hanno dato buone indicazioni. L’Ambrì sembra sulla strada giusta: te lo aspettavi in questo “formato”? «È una buona domanda… Sapevamo che sarebbe stata una stagione “difficile”, ma c’è la giusta strategia: con Luca sapevamo già in agosto di voler giocare un hockey duro, fisico ed energico. Sapevamo di voler esercitare molta pressione sugli avversari, per questo abbiamo lavorato intensamente dal punto di vista fisico e lo si può vedere. Possiamo giocare con intensità per 60’, non solo uno o due tempi. Abbiamo molti giovani, come Trisconi, che giocano al 100% per tutta la partita: per gli avversari è difficile giocarci contro».

Su cosa bisogna insistere? «Il gioco difensivo si può controllare, ma per segnare reti non basta solo la tattica. Ci sono giocatori come D’Agostini che stanno facendo molto bene, dobbiamo cercare di segnare 2-3 reti a partita benché non sia sempre semplicissimo. La strada è quella giusta, abbiamo mostrato a tutti che l’Ambrì è una squadra da rispettare. Siamo in fiducia e non vediamo l’ora dei prossimi impegni. I tifosi? Abbiamo perso due partite di fila ma credo che siano tutti contenti di come siamo scesi in pista, questo è lo spirito biancoblù».

Ultima battuta su coach Cereda, giovane timoniere in grado di trasmettere al gruppo la sua filosofia basata sul lavoro. «Sì, Luca ha un modo efficace di trasmettere il proprio messaggio. Si mette sullo stesso piano dei giocatori e sta molto vicino alla squadra. È "simpatico", ma allo stesso molto duro: riesce a far passare il suo diktat. È tranquillo, ma quando inizia la partita o l’allenamento diventa un’altra persona. È ancora presto, ma credo sia l’uomo giusto per questo Ambrì», conclude Michaël Ngoy.

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