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GOLF

28/04/2016 - 07:00

Diviso fra studio legale, hockey e golf: ecco il nuovo presidente dei Ticino Rockets

Al termine del torneo di golf, organizzato da Selva Interior, Davide Mottis si è espresso a proposito della nuova compagine ticinese di LNB: «Cereda? È l'uomo giusto per noi»

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MAGLIASO - Il nuovo presidente del Biasca Ticino Rockets, nonché ex membro del CdA dell'Ambrì Davide Mottis, nutre anche la passione per il golf.

Il vice presidente biancoblù dal 2002 al 2009, ora partner dello studio legale BMA di Lugano, ha partecipato lo scorso 20 aprile - in qualità di amatore - all'ottava edizione della "Selva Golf Cup", competizione Pro-Am - gara in cui hanno partecipato 23 squadre composte da quattro giocatori, tre dilettanti e un professionista - nella cornice del Golf Club di Lugano.

Ricordiamo che l'evento è stato organizzato da Selva Interior che opera da oltre 25 anni nel settore dell'arredamento e del design.

Davide Mottis, come giudichi l'evento al quale hai partecipato?

«È stata una bella esperienza, una giornata in cui abbiamo avuto la possibilità di giocare con dei professionisti e di misurarci con amatori molto forti. Per coloro che sono agli inizi di questo sport si è trattata di un'ottima opportunità per conoscere sia il campo, così come degli sportivi che hanno potuto dispensare consigli e dare ai meno esperti qualche input per migliorare. Oltre a questo, visto che le squadre erano composte da quattro giocatori e a ogni buca venivano calcolati solamente i due tiri migliori sul punteggio finale, abbiamo avuto la possibilità di disputare un torneo senza troppe pressioni. Personalmente sono riuscito a "rubare" alcuni trucchetti e qualche indicazione su come affrontare un percorso molto difficile e tecnico come quello di Lugano».

Questa disciplina sta emergendo sempre di più in Ticino...

«Per promuovere il golf, che sta diventando sempre più accessibile a tutti, questo genere di eventi è fondamentale. Fino a qualche anno fa era più che altro uno sport élitario, mentre al giorno d'oggi sempre più appassionati iniziano a praticarlo. Personalmente ho iniziato solo lo scorso settembre e ho apprezzato molto questa iniziativa. Qualche anno fa, i ticinesi che volevano cimentarsi in questa disciplina si recavano più che altro sulla fascia di confine (a Lanzo o alla Pinetina per esempio, ndr) mentre adesso, anche grazie ad alcune iniziative promozionali che propongono i vari club del nostro Cantone - vedi Ascona, Losone e Lugano -  si avvicinano ai nostri campi, che sono effettivamente spettacolari. Io per primo ho iniziato a giocare con lo spirito di stare a contatto con la natura e per trascorrere un po' di tempo con i miei amici e con mia moglie. Devo dire che mi diverto molto».

Passando all'hockey: da vice-presidente dell'Ambrì a presidente del Biasca Ticino Rockets, che giocherà il prossimo campionato di LNB. Siete riusciti a creare qualcosa che nel nostro Cantone mancava da sempre...

«Diciamo che questa innovazione veniva reclamata da tanto tempo e da tutti i club. È stato un percorso abbastanza lungo e difficile. Non è stato semplice mettere insieme tutte le realtà sportive dell'hockey ticinese: alla fine però, proprio il valore di questo progetto, è stato riconosciuto così importante da riuscire a far combinare gli interessi di Ambrì, Lugano e Bellinzona e di creare quindi questa nuova realtà che farà sicuramente del bene al nostro Cantone e ai giovani del territorio. Grazie al partner team, questi ultimi avranno infatti una piattaforma di formazione alla fine del percorso dei vari settori giovanili, che permetterà loro di riuscire in seguito a fare il grande salto in LNA».

La squadra è nuova e il livello della LNB è alto: per ottenere dei risultati di rilievo ci vorrà però un po' di tempo...

«La cosa importante e positiva di questa realtà sta nel fatto che la squadra non avrà la pressione del risultato sportivo, visto che per i primi tre anni non è prevista la relegazione. Di conseguenza in questo triennio si potrà lavorare serenamente con il solo scopo di fare crescere e di formare i giovani, quindi di dare loro la possibilità di avere uno sbocco in LNA. Oltre a questo anche le due realtà ticinesi della massima serie avranno l'opportunità di poter sfornare ancora più ragazzi rispetto al passato, anche perchè il livello dell'hockey svizzero è talmente alto che il salto dagli Juniores Elites alla LNA è troppo importante: o sei un talento incredibile come possono essere Pestoni o Fazzini, oppure rischi di perderti per strada».

Come vedi Luca Cereda sulla panchina?

«È un formatore ed è veramente apprezzato soprattutto dai giovani, così come dal Lugano e dall'Ambrì. È un ragazzo con esperienza, che crede in questo progetto e che sin dall'inizio ha fermamente dato la sua disponibilità a iniziare questa nuova avventura. Ha inoltre conseguito dei risultati importanti in questa stagione di Prima Lega con il Biasca, riuscendo a raggiungere la promozione sul ghiaccio. Tutto ciò dimostra che è effettivamente la persona giusta».

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