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22/06/2012 - 07:03

Bernasconi: "Investire nel Lugano? È conveniente anche per gli stranieri"

Il vicepresidente bianconero, da sempre impegnato per "ticinesizzare" la società, ci ha spiegato per quale motivo gli industriali forestieri potrebbero essere interessati a entrare a far parte del club

Articolo di Michele Emanuele Giraldi
Ti-Press




LUGANO - Preziosi resta. Molon non arriva. Questo, per il momento, pare essere tutto per quanto riguarda la campagna di rafforzamento del Lugano. Non stiamo ovviamente parlando di campo ma “solo” di dirigenza. Saltato l’ingresso in società dell’imprenditore veneto a Cornaredo hanno deciso di prendersi una piccola pausa di riflessione prima di disegnare il prossimo marcato. L’incontro Renzetti-Preziosi, previsto per la prossima settimana, servirà per tracciare le linee guida in vista della stagione che sta per cominciare. Un’annata che, almeno all’inizio, potrebbe regalare ben poche soddisfazioni ai tifosi bianconeri.

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Ti-Press

“Avere tanti soldi non corrisponde a ottenere buoni risultati – ha commentato proprio Renzetti – per questo motivo non siamo per nulla preoccupati: se anche ci sarà un ridimensionamento sono convinto che, con un scelte oculate e decisioni azzeccate, potremo comunque fare bene”.

Una società come il Lugano, per pensare di disputare un campionato di alto livello, dovrebbe poter contare su un budget di almeno 3'000'000 di franchi. Già, ma, detto di chi già ora mette i quattrini e tenuto conto degli sponsor, dove altro potrebbero trovare risorse sulle rive del Ceresio? “Trovare un investitore non è certo facile, soprattutto in questo momento”,  è intervenuto Luido Bernasconi, vicepresidente a Cornaredo. Proprio Bernasconi, a differenza di Renzetti, da sempre sta provando a “ticinesizzare” i bianconeri, a farli tornare in mano di dirigenti che siano prima di tutto dei tifosi. “Rendere più nostro il club è fondamentale: affidarsi a qualcuno che s’impegna per passione e non solo per profitto è infatti secondo il mio parere l’unico modo per garantirsi un futuro sicuro”.

Sembra quasi una porta chiusa in faccia a Preziosi…

“Assolutamente no. Preziosi è residente a Lugano e, in più, è un uomo di calcio. Lui è uno di noi, ha a cuore la società”.

Il calcio è un azienda fallimentare. Ma allora perché un investitore dovrebbe mettere mano al portafogli e inondare le casse del club di denari?

“Una persona può scegliere di impegnarsi per vari motivi. Per passione, per esempio, o per avere un ristorno dagli sponsor. Oppure anche per tentare di entrare in un ciclo di valorizzazione dei calciatori. Di ragioni ce ne sono moltissime. E poi non è vero che con questo sport i soldi si perdono sicuramente”.

Questo vale per gli autoctoni. Ma gli stranieri, vale sempre la regoletta di Svizzera=paradiso fiscale?

“Il nostro campionato è attraente perché, con un investimento relativo, permette un grande ritorno d’immagine. Non dimenticate che in Super League ci sono solo dieci squadre e quattro di esse vanno in Europa. E in quel caso, se il tuo club gioca sui campi del continente e tu hai lavorato bene, puntando sui calciatori giusti, i guadagni ci sono eccome”.

Sembra comune tutto molto “teorico”…

“Alla base di tutto, come sempre e ovunque, c’è la gestione sana, oculata e lungimirante della società. Senza essa gli attivi rimarranno solo una speranza”.

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