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SUPER LEAGUE

05/10/2017 - 07:00

Bravo Renzetti, ma ora c'è comunque da pedalare

Il "passo indietro" del presidente permetterà al gruppo bianconero di lavorare senza pressione. Limiti e problemi però rimangono: fino a dicembre si dovrà soffrire

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LUGANO. Niente più maschere o ambizioni strombazzate ai quattro venti. Finalmente Angelo Renzetti - che del Lugano è il Deus ex machina, a cui il Lugano deve tantissimo, tutto - ha messo da parte la sua versione grintosa e ha ammesso le difficoltà. Non quelle raccontate dalle classifiche o certificate dai numeri, bensì quelle derivate da una situazione economica non floridissima. Quella bianconera non è una società ricca, lo si sa. E questo limite, perché nel pallone di oggi non nuotare nell'oro è un problema, ha partorito un mercato incompleto. I guai dei ticinesi stanno tutti qui. Con i quattrini probabilmente sarebbe arrivato qualche attaccante di peso e di sicuro si sarebbe potuta allestire una rosa non solo numericamente migliore di quella dell'anno passato.

Il peccato originale, dalle parti di Cornaredo, è stato quello di farsi illudere dai bei risultati raccolti da febbraio a giugno e pensare che, con l'inventiva e la passione, si sarebbero potuti tagliare grandi traguardi. Quante volte si è sentito dire il presidente «Questa squadra è migliore di quella dell'anno passato»? Quante volte volte lo si è sentito parlare di obiettivi importanti? Il Lugano ha dei limiti oggettivi, lo scriviamo da tempo, e l'Europa League è una distrazione enorme, colossale, pericolosissima. Il passo indietro - come aspettative e presenza - fatto da Renzetti è intelligente e arriva nel momento giusto: permetterà a Tami, che già in quanto allenatore non ha certo vita facile, e ai giocatori di lavorare con meno tensione e renderà più semplice percorrere il durissimo cammino da qui a dicembre. Perché è ora che può decidersi la stagione: se la coppa continentale sarà affrontata considerandola solo quello che è, ovvero una festa, e contemporanemente si penserà a dare tutto in campionato, allora i limiti potranno essere mascherati e qualche punto (pesante) potrà arrivare. Alzare continuamente l'asticella (e la pressione) non è mai saggio. Bravo Renzetti ad averlo capito. Ora però la palla passa ai giocatori e a Tami: che sappiano sfruttare quest'improvvisa finestra di tranquillità che si è aperta loro davanti.

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