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SUPER LEAGUE

07/06/2017 - 15:58

«Renzetti? C'è rispetto. Volevo addirittura rimanere soltanto per quello che lui mi ha dato»

L'ormai ex allenatore del Lugano Paolo Tramezzani ha anche parlato del suo futuro: «Non ho assolutamente paura di ciò che farò, ho ricevuto molte offerte e deciderò nei prossimi giorni»

Keystone
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LUGANO - Alla fine, il rapporto fra Paolo Tramezzani e il Lugano è terminato e - di conseguenza - per la prossima stagione Angelo Renzetti dovrà trovare un nuovo timoniere. 

Il tecnico italiano lascia così Cornaredo dopo soli sei mesi, 35 punti conquistati in 18 partite disputate e la qualificazione ai prossimi gironi di Europa League. «Prima di tutto voglio ringraziare Angelo, gli sono riconoscente per avermi dato la possibilità di iniziare l'esperienza come allenatore», ha raccontato proprio il tecnico 46enne. «Nonostante alcuni abbiano cercato di creare delle problematiche fra me e lui, la nostra forza è che ci siamo sempre confrontati. Il nostro rapporto è stato sereno e si è ripercosso sulla squadra, dato che i giocatori hanno cambiato pelle. In ogni caso, lasciare il Lugano in Europa League è una soddisfazione immensa e sono convinto che i ragazzi continueranno su questa strada».

Ma come mai il tecnico è giunto a questa conclusione? «La mia idea era quella di rispettare la durata del contratto, ovvero ottenere la salvezza nei primi sei mesi, per poi centrare nella stagione seguente i risultati visti quest'anno. Si è invece accelerato tutto, così come le mie motivazioni, e ho quindi deciso di chiudere questa esperienza, anche se non so ancora dove andrò: ho ricevuto molte offerte e deciderò nei prossimi giorni. Non ho paura di affrontare una nuova esperienza, non ho paura di niente. Anche prima di venire a Lugano avevo sentito diversi commenti negativi, così come quando avevo deciso di tentare l'avventura come vice allenatore dell'Albania, dove non c'era nemmeno un centro sportivo, eppure alla fine sono riuscito a togliermi le mie soddisfazioni. Voglio ri-iniziare da zero, consapevole che l'unica cosa che so fare è dare sempre il 100%».

Il rapporto con il presidente Renzetti è però sembrato non sempre idilliaco... «Ci siamo rispettati e non è stato un rapporto di facciata, volevo addirittura rimanere soltanto per quello che lui mi ha dato. L'unica verità assoluta è che sono contentissimo di questo rapporto e dell'opportunità da lui ricevuta. Se non fosse stato così, non avremmo mai ottenuto questi risultati. Durante le ultime settimane avevo deciso di non parlare, semplicemente perché non ne avevo voglia e il mio silenzio è stato interpretato a piacimento, ma nessuno ha azzeccato le vere ragioni. Non sapete cosa ho passato, ho lavorato tantissimo e avevo le piaghe sotto i piedi. È tutta esperienza e mi auguro che il prossimo allenatore del Lugano possa venire a bere il caffé con voi (giornalisti, ndr), che vi chiami per annunciarvi la formazione e che sia in grado di darvi tutte le informazioni possibili».

Non dispiace a Tramezzani di non poter disputare i gironi di Europa League? «Probabilmente dove andrò non la farò, ma godo di più a ottenere un risultato piuttosto che a giocare l'Europa League. A Lugano siamo andati oltre le aspettative, ottenendo un percorso di crescita davvero importante e custodirò gelosamente dentro di me il rapporto dai grandi valori avuto con i miei ragazzi. Ho anche fatto degli errori, ma ho sempre dato tutto me stesso per questi colori. Grazie a ogni persona del club, è stato tutto bellissimo».

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