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15/05/2017 - 08:41

Semaforo rosso per la svolta a destra

EFG Equity & Fund Analysis

Keystone
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L’Unione Europea ha tratto un respiro di sollievo dopo la conquista della presidenza francese da parte di Emmanuel Macron. E con essa, tutto l’ambiente economico sembra essersi rasserenato dopo un periodo invero assai prolungato dove a livello mondiale si stava delineando una deriva verso destra che causava qualche disturbo nei confronti dell’Euro.
Il diffuso malcontento sociale è stato recentemente un terreno fertile per alcune correnti politiche, che hanno annacquato le soluzioni di queste tematiche con proclami isolazionistici e protezionistici. La caratteristica divisiva di questi programmi, se osservata con un raggio più ampio comprendente la traiettoria attualmente disegnata dalla politica americana, non era di quelle più rassicuranti per gli ambienti finanziari.
Il voto francese ha quindi avuto il merito di porre un argine alla deriva verso le correnti di destra maggiormente ostili agli ambienti economici, ed il semaforo rosso della vittoria di Macron significa via libera per un rafforzamento dell’Euro, la variabile più direttamente connessa all’andamento della borsa svizzera.
Il parallelo tra la parità EUR/CHF e la borsa svizzera, nello scorso mese, è molto ben profilato. Sin dalla vittoria di Macron nel primo turno l’Euro ha iniziato a rafforzarsi e l’SMI ha immediatamente fatto un vistoso balzo in avanti, tanto grande quanto sicura è sembrata la probabilità che già allora i dadi fossero tratti. Così è stato, e l’indice elvetico ha nuovamente pigiato sull’acceleratore superando di slancio la soglia dei 9'000 punti, rimanendovi stabilmente durante la settimana.
A questi livelli, l’indice risulta anche ad un punto di forza relativa molto elevato, rendendolo esposto ad un rischio di correzione causata da ondate di vendite con presa di utili. La probabilità che questo avvenga realmente è tuttavia aleatoria: il precedente picco di forza relativa, un record in procinto di cadere, non aveva dato luogo a nessuna correzione della borsa, al contrario, era sopraggiunto nel mezzo di un rally che si sarebbe esaurito solo vari mesi dopo. Non è quindi possibile tracciare un’analogia che ci aiuti a comprendere l’effettiva solidità dell’attuale ciclo borsistico, tuttavia, è intuibile come la dialettica protezionistica, esasperata oltre oceano dalle intenzioni, finora rimaste tali, dell’amministrazione americana, inizi ad uscire dai favori dell’elettorato, dando un nuovo orientamento alle anticipazioni dei prossimi scrutini, con una traiettoria maggiormente compatibile con l’attuale ordinamento dell’economia.
Considerato come la borsa tenda a fattorizzare le probabilità di eventi geopolitici con un orizzonte temporale tipicamente attorno ad un anno, non siamo quindi sorpresi di osservare una distensione di un’altra metrica fondamentale come la volatilità, che è ritornata a livelli molto bassi in linea con quanto si è potuto osservare dall’inizio dell’anno.
La ritrovata unità di intenti all’interno della moneta unica agevola quindi l’agire della BNS nel tentativo di contenere la forza del CHF. Il beneficio è direttamente percepibile sulle aziende esportatrici con fatturato prevalentemente in Europa, e quindi sui dati congiunturali elvetici, creando le basi per un ciclo virtuoso di buon auspicio. È quindi probabile che l’SMI tenti di stabilizzarsi al di sopra dei 9'000 punti, un percorso che normalmente necessita di un periodo di stabilizzazione, ma che successivamente, poggiando su solide fondamenta, potrebbe avere le caratteristiche adatte per svilupparsi positivamente.

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