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19/12/2016 - 13:54

L'anno delle sorprese finirà col botto?

Equity & Fund Analysis BSI

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LUGANO - In retrospettiva, l’anno che si sta per concludere ci ha riservato ad intervalli regolari delle sorprese di notevole impatto sui mercati finanziari, precedute da lunghe ed estenuanti fasi di avvicinamento. Alludiamo in particolare agli eventi geopolitici legati alla Brexit e alle elezioni presidenziali americane, esacerbate da campagne combattute sopra le righe e da sondaggi che lasciavano presagire un esito poi smentito dai fatti.

In entrambi i casi, il mercato azionario svizzero ha reagito in sintonia con le maggiori borse mondiali accusando il colpo immediatamente dopo essere stato colto di sorpresa, ma riprendendosi risolutamente nelle settimane successive.

Il contesto attuale presenta molte similitudini con la situazione collaudata lo scorso giugno, quando l’SMI, avvicinandosi alla scadenza della Brexit ha oscillato vistosamente per poi crollare di 500 punti quando i pronostici sono stati ribaltati. In poche settimane l’SMI si è poi ripreso tornano ai precedenti livelli e riguadagnando gli 8000 punti, una soglia rassicurante dopo il precedente spavento.

L’inattesa elezione di Trump negli US ha causato una reazione analoga con una nuova correzione, questa volta spalmata su tutto il mese di ottobre, seguita da un rimbalzo alimentato da un programma politico carico di promesse fiscali e favorevoli al mondo finanziario che dovrebbero addolcire le previsioni sugli utili societari e dare nuovo slancio alle borse. Per quanto riguarda il mercato elvetico, gli occhi sono puntati soprattutto sull’andamento del USD, rilevante per le società globalizzate, e su possibili misure protezionistiche, promesse da Trump in modo altrettanto perentorio che le misure fiscali.

Per quanto riguarda il USD, sotto la lente c’è la retorica adottata dalla Fed in occasione della sua ultima comunicazione ufficiale, decisiva per comprendere le intenzioni di ulteriori rialzi il prossimo anno. La svolta risoluta del nuovo frasario lascia alle spalle il retaggio di anni di QE, e riveste un significato di rilievo per la borsa svizzera.

Dopo una permanenza in apnea durata ormai due anni, si intravvede la concreta possibilità che i tassi d’interesse in Svizzera abbandonino la zona negativa, e questo sarebbe un degno finale per un anno che ha riservato più ombre che luci. L’economia elvetica si è infatti mostrata sensibile e vulnerabile con i tassi sotto zero, una parentesi che non è sostenibile troppo a lungo: una possibile ripresa per cause naturali, seppur esogene, sarebbe quindi un ottimo auspicio per riportare l’SMI stabilmente sopra gli 8000, ma soprattutto per stabilizzare l’economia e consolidare le premesse per una crescita equilibrata e sostenibile.

Per concludere l’anno, non rimane che augurarci che non vi siano altre sorprese che possano una volta di più destabilizzare i mercati, una eventualità che sulla scorta di quanto vissuto negli ultimi mesi non potremmo scartare a priori.

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