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24/10/2016 - 13:52

Le pubblicazioni trimestrali iniziano in sordina

D. Meroni, Equity & Fund Analysis BSI

Keystone
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La settimana più importante del trimestre si è conclusa con un nulla di fatto che non ha accontentato gli investitori, sebbene le aspettative non fossero tra le più ottimistiche. Alcune società, rappresentanti tuttavia una buona porzione dell’indice, hanno infatti pubblicato i risultati al 3° trimestre con più ombre che luci, delineando un quadro che per l’anno in corso si preannuncia avaro di soddisfazioni. In ordine di grandezza, ecco i dati salienti.
Nestlé (21.3% dell’SMI). Da tempo il cosiddetto Modello Nestlé (che prevede una crescita organica nella fascia tra il 5% e il 6%) è da considerarsi obsoleto, in un contesto dove la crescita mondiale è ridotta ai minimi termini. Quando viene considerato come paradigma, è inevitabile una delusione trimestrale. Anche il 3T16 è stato ben inferiore alle aspettative, e sommandosi ai due precedenti deboli trimestri, l’inevitabile conseguenza è stata il ridimensionamento della guidance per il consuntivo annuale
Roche (18.85% dell’SMI): ha presentato un trimestre a tinte fosche, senza lode e senza infamia, ed anche le previsioni per il futuro non hanno creato sorprese di rilievo. Il settore oncologico rimane il punto di riferimento. La crescita degli utili si situa attorno al 3%, quindi ad un livello soddisfacente anche se già scontato dal mercato, ma non si vedono elementi tali da sostanziare un tangibile miglioramento sul medio termine. Roche intende premiare la pazienza degli investitori destinando parte della crescita degli utili ad un aumento di dividendo, pertanto rafforzando il ruolo difensivo del titolo, sempre attrattivo per la sua stabilità e rendimento.
Actelion (1.66% dell’SMI): nel panorama del farmaceutico elvetico, riveste un ruolo più profilato, essendo caratterizzato da forte crescita e da un portafoglio limitato di brevetti, di forte successo e penetrazione elevata. Una di queste linee è tuttavia esposta al rischio di concorrenza da generici a partire dal 2017 negli Stati Uniti, quindi la pressione su prezzi e margini andrà a limitare la sempre elevata qualità operativa, la quale è però in relazione diretta alle crescenti spese di ricerca, togliendo visibilità sullo sviluppo degli utili. Sul mercato hanno prevalso le incertezze finanziarie ed il titolo ha corretto immediatamente, conseguendo la peggiore performance del giorno e del mese di tutto il listino.
Nei prossimi giorni sarà invece il turno di altre società di peso, tra cui innanzitutto Novartis (18.23% dell’SMI). Il commento preliminare ai risultati del 25.10 hanno ribadito la guidance annuale, preludendo ad un trimestre senza sorprese. Alla vigilia delle elezioni presidenziali US non è comunque opportuno fare speculazioni, essendo l’industria farmaceutica al centro del dibattito programmatico soprattutto sul fronte democratico.
Di fronte a questa importante variabile, l’SMI si è quindi tenuto a galla facendo affidamento all’ulteriore apprezzamento del USD che ha permesso all’indice di rimanere agganciato agli 8000 punti malgrado la debole performace di due dei suoi tenori.

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