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L'OSPITE

14/06/2012 - 14:09

Il Managed Care va nella giusta direzione

Matteo Tavian, membro di GLRT

Foto Keystone




Domenica prossima il popolo svizzero si pronuncerà sul cosiddetto progetto Managed Care. Si tratta della seconda grande riforma della Legge sulle assicurazioni malattie, e ha come obiettivo l’introduzione delle reti di cure integrate, un progetto sostenuto a larga maggioranza in Parlamento (il Consiglio Nazionale lo ha accolto con 133 voti favorevoli, 46 contrari e 17 astensioni; il Consiglio agli Stati con 28 voti favorevoli e 6 contrari). Come spesso capita quando siamo chiamati a pronunciarci su modifiche nell’ambito della politica sanitaria, anche questa revisione non è immediata da comprendere: semplificando, si può però dire che l’obiettivo primario è anzitutto quello di voler coordinare la cura del paziente in una rete di medici che cooperano tra di loro. In tal modo, il paziente non è assistito in modo scoordinato, ma al contrario viene costantemente accompagnato nell’intero trattamento terapeutico da un medico di riferimento. Il paziente evita così anzitutto analisi inutili o doppie analisi,  beneficiando di una riduzione del premio.

Il modello delle cure sanitarie integrate è già da vari anni presente nella svizzera tedesca, e conta oltre un milione di assicurati; è invece quasi totalmente assente nella svizzera francese e in quella italiana. La revisione della LaMal in votazione non comporta quindi una novità assoluta e quindi difficilmente valutabile nel panorama sanitario svizzero, ma al contrario è già da anni un modello valido ed efficace.

Altro grande spauracchio divulgato durante la campagna d’informazione è la perdita della scelta del proprio medico. È una notizia falsa: non si perderà la scelta del proprio medico, perché ogni medico di famiglia lavorerà anche in una rete. Sarà poi il medico di famiglia ad indirizzare il paziente dallo specialista competente, dentro o fuori la rete. Se invece volessimo consultare liberamente tutti i medici senza doverne parlare col medico di famiglia, ecco che si pagheranno nella peggiore delle ipotesi 300 franchi all’anno in più. Ma aderendo a una rete di cura, si pagherà 200.- di meno all’anno rispetto ad oggi.

La revisione comporta dunque un miglioramento delle cure grazie al fattore coordinamento e contemporaneamente una riduzione dei costi per l’assicurato.

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