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BELLINZONAL'arte di essere identici a un personaggio dei fumetti

04.04.14 - 07:00
Si apre domani a Bellinzona la 3a edizione del Japan Matsuri, festa dedicata al Giappone. Fra le attrazioni, una gara fra cosplayer e un workshop dedicato. Giulia Cavadini, 22 anni di Roveredo, ci spiega perché ha cominciato a travestirsi da elfo del Signore degli Anelli.
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L'arte di essere identici a un personaggio dei fumetti
Si apre domani a Bellinzona la 3a edizione del Japan Matsuri, festa dedicata al Giappone. Fra le attrazioni, una gara fra cosplayer e un workshop dedicato. Giulia Cavadini, 22 anni di Roveredo, ci spiega perché ha cominciato a travestirsi da elfo del Signore degli Anelli.

BELLINZONA - Quando è il Giappone a fare da fondo, una festa non è festa senza il Cosplay: l’arte di diventare un personaggio dei manga o dei cartoon, di un telefilm o un videogioco, vestiti di un costume che aspira ad annullare la distanza fra realtà e fantasia. Al Japan Matsuri di Bellinzona, 3a edizione questo sabato e domenica, sarà una delle attrazioni da non perdere: una gara a chi è più bravo a somigliare all’originale. Sul palco anche quattro rappresentanti della Quarta Era, 151 membri fra Italia e Ticino appassionati del Signore degli Anelli, che terranno un workshop dedicato. Giulia Cavadini, 22 anni di Roveredo, studentessa al master Supsi in Conservazione e Restauro, è Arwen.  «Il mio interesse nasce alle scuole medie. A qui tempi frequentavo un giorno sì e l’altro anche la fumetteria Maniac di Lugano. Ma solo l’anno scorso mi sono lasciata convincere a provare. Ho già all’attivo sei personaggi: Kiki Delivery Service, una Sith, un fauno, un Original ispirato a una maga del ghiaccio…».

I tuoi preferiti?
"River Song e Amy Pond di Doctor Who: ma mi piacciono troppo per farne il cosplay, non me la sentirei di interpretarli. Inoltre ho molti vestiti simili a quelli di Amy nell’armadio, ho anche i capelli rossi… non sarei molto diversa da come giro di solito".

Come si crea un personaggio?
"Bisogna sempre partire da delle immagini, guardare il personaggio dal maggior numero possibile di punti di vista: i dettagli sono fondamentali. Reperire i materiali per il costume è la fase più lunga e difficile: le parrucche ci mettono settimane ad arrivare, per la stoffa perfetta è necessario girare almeno due negozi".

Tempi?
"Un costume elaborato può portar via da un mese ad un anno. La perfezione non esiste: ma più tempo viene dedicato, migliore sarà il costume. Io preferisco creare costumi piuttosto che rimaneggiarli all’infinito".

Quindi?
"Circa un weekend per cucire, ma se calcoliamo il tempo necessario a reperire il materiale il numero di giorni cresce. Ci sono membri del gruppo che dedicano ogni minuto del loro tempo libero a rendere i costumi il più possibile fedeli all’originale. Il cosplay causa dipendenza, è vero: ma sta a noi decidere quanto tempo vogliamo concedergli".

E i costi?
"Dipende. Per un costume solo di sartoria, come il mio di Arwen, fanno 80 franchi per la stoffa, 40 la parrucca, 15 le orecchie da elfo. Te la cavi con 135 franchi, da una sarta ne pagheresti almeno 200. Esistono anche costumi a buon mercato da compare in Cina via internet: ma sono fatti con stoffe da carnevale e hanno una taglia unica che non va bene a tutti".

Una volta finito?
"Si partecipa ai famosi Cosplay Contest: concorsi dove si  mette alla prova la propria interpretazione".

Hai mai vinto qualche premio?
"Miglior femminile a Hobbiton 2013 a Montefiorino, Modena. Sono così orgogliosa".

A proposito: come la mettete con l’accusa di essere niente più di una carnevalata?
"Io penso che quella del Cosplay sia una realtà che sta crescendo piano piano, complici i media: ma è bene portare informazioni corrette. In caso contrario, la gente potrebbe pensare che siamo persone che fanno carnevale tutto l’anno. Invece, come dice la mia collega Selene, siamo “moderni commedianti di strada”.

Progetti per il futuro?
"Mi piacerebbe continuare. Ma progetti come “diventare famosa come cosplayer” li lascio a chi ha più tempo: a me piace divertirmi".

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