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14/09/2017 - 06:01

Blue 2147, improvvisazioni nell'altro mondo

In programma nell'ambito di Babel sabato 16 settembre (21.30) al Teatro Sociale di Bellinzona una performance del collettivo Blue 2147

Gabriele Pezzoli (a sinistra) e Brian Quinn.
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BELLINZONA - Un progetto, Blue 2147, venuto alla luce nel 2014 dal sodalizio tra due autorevoli musicisti ticinesi: parliamo di Gabriele Pezzoli (Fender Rhodes) e Brian Quinn (batteria) che, tra sperimentazione e improvvisazione, recuperano e amalgamano sonorità di matrice post-rock, jazz, ambient ed electro.

Gabriele, cosa vuoi anticipare a coloro che assisteranno al concerto in cartellone sabato?

«Sarà un live legato al tema del festival, che quest’anno è l’aldilà. Un unicum, insomma. Nel programma si parla di «dare voce a presenze misteriose e prestare luce alle ombre», di rabbia ma anche di ironia. Con la nostra musica tenteremo di accompagnare il pubblico in un breve viaggio in questa dimensione misteriosa».

Spesso durante le performance tu e Brian ospitate un chitarrista: ricordo Mauro Fiero, così come Elia Anelli. Sabato non è previsto nessun intervento alla sei corde?

«Dalla sua nascita, nel 2014, Blue 2147 ha collaborato con diciassette musicisti provenienti da tutta Europa. Con alcuni, ad esempio Mauro Fiero, abbiamo stretto una collaborazione regolare particolarmente produttiva. La dimensione minima è però quella del duo tastiere e batteria, che sperimentiamo sempre con piacere».

“Colossus Of Rhodes” - la prima e per ora unica produzione discografica di Blue 2147, registrata dal vivo - risale al 2015. Quando è prevista la prossima?

«Blue 2147 vive e cresce soprattutto nei live. Stiamo riflettendo sulle modalità di registrazione e di pubblicazione in grado di restituire al meglio questa qualità, per una produzione sul medio periodo. Più a breve termine, abbiamo in programma una riedizione in vinile, a tiratura limitata di 99 copie numerate, di “Colossus Of Rhodes”: un’operazione che ci sta entusiasmando!».

Rispetto a due anni fa, quando avete documentato su cd le vostre “istantanee sonore”, la vostra musica si nutre di nuove influenze?  

«La natura collaborativa del collettivo e quella “onnivora”, musicalmente parlando, dei suoi componenti, fa sì che ci siano sempre nuovi stimoli e nuovi linguaggi musicali da integrare ai nostri...».

Quali sono gli ultimi album che hai comprato?

«Un riascolto, “Current Events”, di John Abercrombie, produzione ECM degli anni Ottanta, e “Sub Rosa”, l’ottimo lavoro discografico del chitarrista luganese Roberto Pianca (Wide Ear Records, 2017)».

Dopo Babel, quando sono in programma i prossimi concerti?

«A metà ottobre suoneremo a Tallinn, in Estonia, nell’ambito della rassegna di scambio tra band ticinesi ed estoni. Per questa performance abbiamo anche previsto di collaborare con musicisti locali: una produzione, quindi, in perfetto stile Blue 2147!».

Info: gabrielepezzoli.com/blue2147.html ;

facebook.com/blue2147 ;

babelfestival.com


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