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29/08/2016 - 06:00

Gazzè a Chiasso: «La vita com'è? La lascio accadere»

Abbiamo incontrato Max Gazzè, che venerdì 2 settembre alle 21, a Chiasso, sarà il protagonista della seconda serata del BorderLive Festival

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Max Gazzè, classe 1967.
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CHIASSO - “Ti sembra normale” è il singolo dell’estate 2016 per eccellenza. Inevitabile, non canticchiarlo fermi al semaforo, o in coda al casello, in autostrada. Così come le canzoni che nel corso del tempo hanno portato Gazzè verso un pubblico sempre più vasto e, ovviamente, gli altri brani che completano il suo ultimo album pubblicato nell’autunno 2015, “Maximilian”, tra i quali figura anche “La vita com’è”. Venerdì avremo modo di cantarla con lui a squarciagola, appostati in prima fila sotto al palco.

Max, perché il titolo “Maximilian”...

«Questo è un titolo che inizialmente avevo pensato per un album sperimentale, in equilibrio tra musica elettronica e musica sinfonica, e che avrei dovuto pubblicare attraverso il mio alter ego, Maximilian… Ma quando stavo ancora lavorando al disco con Daniele Silvestri e Niccolò Fabi (“Il padrone della festa”, 2014, ndr), ho iniziato a mettere a punto questa decina di canzoni, in compagnia di Francesco De Benedittis e mio fratello Francesco… Alla fine, è uscito questo album, prendendo in prestito il titolo dal progetto di cui ti parlavo poco fa…».

Un progetto, comunque, su cui tornerai a lavorare?

«Farò qualcosa del genere, mettendo a fuoco un’idea legata alla narrazione dei Manoscritti di Qumran, che prevede il coinvolgimento di un’orchestra sinfonica e di una serie di strumenti sintetici...».

“Ti sembra normale” sta riscuotendo un enorme successo...

«È un brano molto pop… Un pop fatto con una certa consapevolezza, però, che si nutre di varie citazioni anni Ottanta... Malgrado sia molto orecchiabile, devo confessarti che non mi aspettavo tutto questo successo, anche perché la canzone non ha le medesime caratteristiche di “La vita com’è”...».

E di quest’ultima, cosa vuoi dirmi?

«“La vita com'è” è un invito a non resistere ai cambiamenti, per non soffrire… Ha un testo con dei riferimenti ironici, ma riporta anche delle grandi verità...».

E con te la vita com’è?

«La lascio accadere, cercando di gestirla in maniera ottimale...».

Hai appena parlato di cambiamenti… Esattamente vent’anni è uscito il tuo primo disco, “Contro un’onda del mare” (Virgin Music, 1996): come e quanto sei cambiato in questi due decenni?

«Ciò che posso dirti che non ho mai cercato di seguire un parametro prestabilito o premeditato, sia nella vita, come nella musica… Scrivo, compongo, poi, è chiaro, ogni esperienza che arriva alimenta il tuo sapere, il tuo bagaglio…».

Evocando un altro dei tuoi più grandi successi, cosa può fare la musica?

«La musica è uno strumento che serve a veicolare le condizioni emotive: è l’archetipo necessario per riequilibrare la sintonia armonica tra cellule e mondo. Per cui, ascoltare la musica e lasciarla vibrare dentro di noi, è fondamentale...».

Info: borderlive.ch

Prevendita: biglietteria.ch

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