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15/09/2017 - 07:00

Come e perché diventare formatori d'adulti

Abbiamo incontrato Vera Alippi (ergoterapista), Natascia Muraca (formatrice) e Rita Tramontana (sommelière) per sapere com’è stata la loro esperienza

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LUGANO - Cosa possono avere in comune una ergoterapista, una formatrice in un programma occupazionale e una sommelière? Apparentemente nulla. Tutte e tre però hanno deciso di visitare lo stabile situato in Via Besso 84. Lì c’è la sede dell’Istituto Universitario federale per la Formazione Professionale (IUFFP). Lì hanno frequentato il modulo 1 della formazione per formatrici e formatori d’Adulti (FFA), acquisendo il certificato in studi avanzati (CAS) Animare corsi per adulti, e il certificato FSEA livello 1.

Si tratta del primo di cinque certificati modulari che permettono di conseguire l’Attestato professionale federale (APF) di Formatore d’Adulti.

Abbiamo incontrato Vera Alippi (ergoterapista), Natascia Muraca (formatrice) e Rita Tramontana (sommelière) per sapere com’è andata questa loro esperienza.

Chi è la figura del formatore e della formatrice d’adulti?

Vera: Si tratta di una figura versatile che acquisisce degli “strumenti base” volti a trasmettere conoscenze e competenze specifiche a un determinato settore, nell’ambito della formazione degli adulti.

Quale percorso avete svolto per diventare formatrici per adulti?

Rita: Ho iniziato con piccoli gruppi che volevano degustare vino, che poi sono diventati sempre più numerosi, e i temi più impegnativi, per cui mi sono resa conto che era necessario seguire una formazione per essere più competente anche dal punto di vista metodologico.

Vera: La mia esperienza è nata sul campo professionale. Seguendo degli studenti nel loro stage di ergoterapia presso l’OSC a Mendrisio e durante alcuni momenti didattici in aula presso la SUPSI, ho avvertito l’esigenza di dare qualcosa in più agli studenti dal punto di vista pedagogico e metodologico.

Natascia: Sono partita dalla vendita, dove formavo i team dei negozi, poi ho iniziato a formare direttamente le mie collaboratrici. Sono sempre stata attratta dalla formazione, e ora, grazie a questo corso, ho acquisito una base teorica.

Cosa vi ha permesso di sviluppare la formazione allo IUFFP?

Rita: I miei corsi sono più strutturati, più completi, seguono una programmazione. Mi ha dato anche molta sicurezza, la conferma che ero sulla strada giusta, e quindi anche un grande input per continuare e per migliorare. È tutto un altro lavorare, meno faticoso, oltretutto. Il mio campo è molto competitivo, per cui ero davvero entusiasta di arrivare al corso e trovare un ambiente così rilassato, piacevole e stimolante. È un grande modello.

Vera: Ci ha permesso di acquisire una metodologia, un procedere strutturato nelle varie fasi della lezione. Durante i vari momenti dell’apprendimento in aula, le nostre risorse sono sempre state valorizzate. Non esisteva il concetto di “giusto o sbagliato”, ma un approccio globale alle possibili forme di presentazione dei contenuti e delle diverse modalità d’insegnamento.

Natascia: Per me questo approccio all’insegnamento non giudicante, e che quindi permette di avere il coraggio di esporsi e di sbagliare, è stato molto formativo. Trovarsi davanti a una situazione d’insegnamento di questo tipo offre degli strumenti da utilizzare in aula, perché è anche con l’esempio che si insegna.


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