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05/09/2014 - 16:53

VW Golf GTE - La prova del nove

La Golf, oltre ad essere già elettrica, è diventata pure ibrida Plug-In. Un’occasione per verificare quanto le due tecnologie sapranno affermarsi, ora che sono disponibili sull’auto più venduta in Svizzera.

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LA CONCORRENZA - È lo stesso Martin WIiterkorn a dire che Volkswagen non deve essere necessariamente la prima. Non deve essere la prima, ma essere la migliore. Un’incredibile modestia che tradotta vuole dire che c’è già qualche automobile ibrida Plug-In sul mercato, anche se queste si possono contare sulle dita di una mano: Porsche Panamera, Volvo V60, Mitsubishi Outlander, Toyota Prius, Audi A3. Più qualche altra supersportiva che è inutile nominare essendo a tiratura limitata di cui tutti gli esemplari sono già stati venduti ad un prezzo che solo pochi eletti possono permettersi. Anche se non è arrivata esattamente per prima non si può certo dire che i tedeschi siano arrivati tardi, forti dell’esperienza maturata da Porsche con Panamera S E-Hybrid e 918 Spyder nonché successivamente con il debutto dell’Audi A3 e-tron la quale, tecnicamente, é una fotocopia della Golf GTE di cui stiamo scrivendo.

IL CONCETTO - Fondamentalmente parliamo di una vettura ibrida la cui capacità della batteria è assai più grande rispetto alle ibride convenzionali. Un po’ una via di mezzo tra una ibrida e una elettrica. Nel senso che la batteria, quando completamente carica, ti permette di coprire delle distanze interessanti - all’incirca 50 chilometri nel caso della Golf GTE - utilizzando unicamente il motore elettrico. Una volta scarica la batteria, però, non resterete a piedi come con un’elettrica tradizionale poiché nel vano motore v’è anche un motore a benzina (1,4 TSI da 150 cavalli) che lavorando in simbiosi con il motore elettrico si trasforma quindi in un’automobile ibrida, con cui volendo potreste anche attraversare tutta l’Europa senza mai fermarvi - salvo per fare benzina, ovviamente. Unisce, insomma, il meglio di due mondi: quello della guida silenziosa, vigorosa, pulita (a dipendenza della fonte da cui proviene l’energia elettrica) tipica dei veicolo elettrico, unendovi l’illimitata mobilità garantita dai propulsori tradizionali.

SPIRITO SPORTIVO - Tuttavia resta un quesito a cui rispondere: come mai un’automobile “pulita” ha una sigla che rievoca un prodotto sportivo? Perché i 150 cavalli del motore a benzina abbinati ai 102 di quello elettrico permettono di ottenere una potenza combinata di 204 cavalli e 350 Nm. Valori non molto lontani da quanto offre una GTI, ed i dati prestazioni sono li a dimostrarlo: 7,6 secondi per scattare da 0 a 100 km/h (appena un decimo in più di una GTD) e una velocità di punta pari a 222 orari. Tutto questo lo si ottiene quando si preme l’apposito pulsante “GTE” ubicato di fianco al cambio a doppia frizione esclusivamente sviluppato per i modelli ibridi, tramite il quale cambia pure la risposta di sterzo e acceleratore per una guida più sportiva - non da ultimo, se scelto tra gli optional, è pure possibile regolare l’assetto adattavo su “Sport”. Gli sforzi nel fare ciò vengono in un certo senso ripagati perché le prestazioni sono sorprendenti e insospettabili, la guida tra le curve piacevolmente dinamica anche se chiaramente si sente l’influenza dell’aggravio di massa (si sfiorano le 1,6 tonnellate) tuttavia ben distribuito tra assale anteriore e posteriore, oltre che abile nel mantenere il baricentro basso e quindi la vettura ben incollata e controllabile. Credenziali dinamiche che si fanno notare da un lato all’interno in cui tutti i dettagli color rosso della GTI sono diventati blu (inclusi i sedili in stoffa con motivo “scozzese”) e lo stesso lo si può dire dell’esterno, dove spiccano per altro i cerchi in lega da 18 pollici disponibili in opzione.

SPIRITO ECOLOGICO - Dal canto suo anche l’aspetto ecologico, che poi è quello di maggior interesse, è assai curato. Come detto si percorrono poco meno di 50 chilometri con la modalità elettrica prima che subentri il motore a benzina. Ricaricare la batteria elettrica può durare da poco meno di 4 ore (con una normalissima presa domestica) a poco più di due (con una wallbox o una stazione di ricarica pubblica). Se dovessimo avvicinarci ad una zona a traffico limitato in cui possono entrare unicamente vetture elettriche è anche possibile mantenere la batteria carica ed utilizzarla solo quando ne abbiamo bisogno, così come è offerta la possibilità - tramite le diverse modalità di guida - di utilizzare il motore a benzina quale generatore per ricaricare quello elettrico. Il consumo che Volkswagen dichiara è di 1,5 litri ogni 100 chilometri, ma bisogna pur sempre specificare che questo è calcolato partendo con la batteria completamente carica. Il costruttore rassicura che qualora la batteria fosse scarica l’utilizzo del solo motore a benzina si tradurrebbe in un consumo (sempre secondo le norme NEDC) di 4,5 L/100 km. Il consumo finale, insomma, dipende da quanto si utilizza la modalità elettrica.

IL MERCATO - Pur non essendo la prima ibrida Plug-In, grazie al pianale modulare MQB la Golf è la prima automobile al mondo ad offrire tutte le tipologie di trazione: benzina, Diesel, gas naturale, elettrico, ibrido Plug-In, e alcuni prototipi ad idrogeno sono già stati realizzati e tutt’ora circolanti. Ma la sfida interessante sarà quella interna tra la e-Golf (elettrica) e la GTE di cui abbiamo scritto. L’anno scorso della prima, sono stati venduti 150 esemplari che, quest’anno, dovrebbero diventare 250. Per la GTE invece si prevedono non meno di 600 esemplari su un totale di circa 12’000 Golf vendute ogni anno. Il 5%, insomma, un valore né utopico né deludente, ma quantomai rassicurante. In vendita a partire da 46’650 franchi (inclusa una garanzia di 8 anni o 160’000 km sulla batteria), la GTE potrà essere ordinata a partire da oggi, venerdì 5 settembre 2014. I primi esemplari, tuttavia, inizieranno a circolare sulle nostre strade presumibilmente verso la fine di gennaio 2015. E noi saremo ben contenti di vederli, visto che oltre all’ulite (il risparmio di carburante) Volkswagen vi ha anche aggiunto il dilettevole. Un po’ di emozioni, che come sappiamo, non fanno mai male.

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