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09/10/2017 - 06:00

Quando la Volkswagen Polo gioca a (fare la) Golf

Abbiamo già guidato la nuova “piccola” di Wolfsburg, la quale ha compiuto un enorme salto generazionale.

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Golf nel mirino, più che mai. La Polo ha sempre strizzato l’occhio alla sorella maggiore, autentica icona Volkswagen, ma con quest’ultima edizione fa le cose… in grande. Per taglia, per design, per contenuti. Aspetti che hanno trasformato la vettura in modo piuttosto evidente: alla carrozzeria allungata di 81 mm (ora solo cinque porte), dotata di un passo maggiorato di 92 mm nonché leggermente più bassa, si combinano linee più morbide e arrotondate ancor più “Golf”, con ingombri quasi da segmento superiore con 4,05 metri di ingombro in lunghezza. Tecnicamente, la Polo di sesta generazione poggia le proprie basi sul consolidato pianale modulare MQB, ormai universale: usato tra l'altro dalla recentissima Seat Ibiza, non a caso del tutto simile.

La nuova tedesca presenta inoltre dotazioni tecnologiche in crescita, in linea con la tendenza del gruppo per ciascuno dei suoi nuovi modelli: sistemi al vertice per qualità e completezza che, di fatto, contribuiscono a conservare per la Polo “VI” una posizione di vertice all'interno del segmento. L'abitacolo è in sintonia con il nuovo look, offrendo un'accoglienza dal tono più “importante”; l'insieme è fresco ed attuale, oltre a poter contare su personalizzazioni estetiche notevolmente ampliate; di forte impatto, in particolare, gli inserti in tinta carrozzeria, che vivacizzano notevolmente l'ambiente. Finiture e materiali sono di qualità discreta, con gommatura al tatto presente solo nella porzione centrale della plancia e le altre plastiche meno in vista di natura ben più economica. Visivamente, tuttavia, l'insieme suggerisce una discreta ricercatezza.

Il cruscotto conserva dimensioni compatte, a richiesta anche nella suggestiva versione digitale con pannello da 11,7” totalmente configurabile, mentre la fascia di contorno si estende al display centrale da 8”, ottimamente integrato nella struttura nonché dotato di schermo capacitivo in vetro e rispondenza al tocco particolarmente reattiva. Presenti tutti i protocolli di connessione smartphone, oltre a numerosi servizi on-line di Volkswagen ed alla funzionalità WiFi Hotspot. Notevole lo spazio a bordo, con sistemazione anteriore molto ariosa – inclusi ampie regolazioni per sedile e volante – e, dietro, un'accoglienza di altrettanto pari livello per due adulti, a patto di non arretrare totalmente le poltrone anteriori. La capacità di carico non è da meno, con cubatura standard da 350 litri ampliabile fino a 1125 litri abbattendo il divano posteriore.

Oltre alla connettività avanzata, la nuova Polo evolve profondamente sotto il profilo degli ausili alla guida. Di serie c'è l'ormai “obbligato” sistema di frenata automatica di emergenza, qui completo di riconoscimento dei pedoni, potendo aggiungere pressoché tutti i sistemi più evoluti disponibili sulle categorie superiori: cruise control adattivo, anche con funzione stop&go in città se l'auto è dotata di cambio automatico, monitoraggio dell'angolo cieco con controllo traffico sopraggiungente, parcheggio semi-automatizzato. Per la guida “attiva”, è inoltre offerta la funzionalità Sport Select con assetti normale e sportivo.

Solo a benzina i motori offerti al debutto – in Svizzera l'auto è già ordinabile da 16'800 CHF, prime consegne a novembre –, con in primo piano il piccolo ma agguerrito TSI turbo da un litro nelle varianti da 95 e 115 cv. Il più potente dei due brilla per coppia ancor più corposa ed allungo vivace con scatto deciso, che permette, con cambio DSG, di traguardare i 100 km/h in meno di 10 secondi (9,5) raggiungendo la punta di 200 orari. Entrambe le unità hanno un funzionamento piuttosto rotondo, pieno e raffinato, con la sonorità un po' sorda del tre cilindri che emerge solo brevemente ai regimi intermedi sotto carico. Apprezzabile l'insonorizzazione acustica, da auto “adulta” al pari del comportamento tra le curve dove spicca il notevole equilibrio tra compostezza, stabilità, aderenza al suolo e maneggevolezza. Tra le trasmissioni, il cambio manuale offre una manovrabilità buona ma non rapidissima, mentre l'automatico doppia frizione DSG è una garanzia di rapidità ed efficienza, pur apparendo un po' meno secco e diretto rispetto alle sue prime versioni.

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