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SVIZZERA

05/04/2015 - 11:02

"ll segreto bancario per le persone residenti in Svizzera non sarà mantenuto a lungo"

Lo afferma il presidente designato della Raiffeisen, Patrik Gisel

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BERNA - Il presidente designato della Raiffeisen, Patrik Gisel, ritiene che il segreto bancario per le persone residenti in Svizzera non sarà mantenuto a lungo nella forma attuale. Egli considera più probabile l'introduzione dello scambio automatico di informazioni.

Alla domanda se lo scambio automatico si imporrà anche all'interno della Svizzera Gisel ha spiegato, in un'intervista alla "Schweiz am Sonntag", di potersi "ben immaginare che le discussioni vadano in questa direzione". Si tratta di una discussione che nei prossimi anni i cittadini elvetici dovranno condurre.

Quanto all'iniziativa popolare "Sì alla protezione della sfera privata" promossa da ambienti borghesi per rafforzare il segreto bancario, Gisel ha dichiarato di considerare la richiesta legittima. "È una questione di valori basilari che la Svizzera possiede da secoli e che bisogna trattare con prudenza". Il 52enne si dice però scettico sul fatto che la protezione della sfera privata vada inserita nella Costituzione nella misura auspicata.

Nell'intervista Gisel ha anche indicato di essere membro passivo del PLR, vale a dire che "pago il mio contributo e seguo con interesse cosa dice il partito in merito alle questione importanti".

L'attuale vicepresidente della direzione di Raiffeisen prenderà le redini del gruppo bancario a inizio ottobre, succedendo al 58enne Pierin Vincenz. Secondo Gisel la strategia resterà la stessa: oltre a un ampliamento delle attività chiave e degli affari con clienti aziendali e investitori uno dei temi importanti sarà la digitalizzazione.

Egli continua a credere al canale "fisico" delle filiali, tuttavia esse diminuiranno certamente. Il gruppo vuole raggiungere i clienti anche attraverso canali digitali: "a questo scopo all'interno di Raiffeisen creeremo un gruppo di lavoro comprendente tre-cinque persone che si occuperà unicamente di questioni legate al futuro delle attività bancarie", ha spiegato Gisel.

Per quanto riguarda il contenzioso fiscale con gli Stati Uniti sono in corso intense discussioni. Raiffeisen si è iscritta nella categoria 3 del programma di regolarizzazione americano - la quale comprende gli istituti che ritengono di non avere violato il diritto fiscale statunitense -, cosa che secondo il futuro CEO è ancora corretta. È comunque difficile prevedere se sarà possibile raggiungere un accordo ancora quest'anno.

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2 commenti da TIO
Liola - 6 Aprile 2015 alle 17:23
anch'io ma non risolveresti molto.....

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