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STATI UNITI

19/09/2017 - 15:46

«La minaccia nucleare non è mai stata così alta dalla Guerra Fredda

Con queste parole il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha esordito alla sua prima Assemblea Generale

Antonio Guterres.
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NEW YORK - La minaccia nucleare non è mai stata così alta dal periodo della Guerra Fredda. Così il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha aperto i lavori della sua prima Assemblea Generale.

«La paura non è astratta - ha detto - milioni di persone vivono sotto un'ombra di terrore causata dai test nucleari della Nord Corea». Guterres invita quindi il Consiglio di Sicurezza all'unità: «La soluzione deve essere politica, non bisogna procedere come sonnambuli verso la guerra».

Guterres ha anche detto che L'accordo di Parigi sul clima va attuato subito da tutti i governi. Per il segretario generale il cambiamento climatico è tra le maggiori sfide e minacce che ci troviamo ad affrontare nel mondo di oggi.

«Non dobbiamo collegare ogni singolo evento meteorologico al cambiamento climatico - ha detto - ma gli scienziati sono chiari: condizioni estreme saranno la nuova norma». Per Guterres, quindi, «è il momento di uscire dal percorso delle emissioni suicide: oggi sappiamo abbastanza per agire».

Frontiere, «proteggere i diritti delle persone in movimento» - «Ogni paese ha diritto di controllare le frontiere, ma deve farlo proteggendo i diritti delle persone in movimento. Con una condivisione globale delle responsabilità, i numeri che abbiamo davanti possono essere gestiti. Troppi stati però rimangono fuori». È la denuncia del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.

«La mobilità umana non è una minaccia, io la vedo come una sfida che, se correttamente gestita, può contribuire a unire il mondo. È quando i migranti si muovono in modo non regolamentato che i rischi diventano chiari, per gli stati ma soprattutto per loro». Guterres ha poi ringraziato «i paesi che hanno dato ospitalità a milioni di persone».

Birmania - «Siamo tutti scioccati dalla drammatica escalation delle tensioni settarie in Birmania, un circolo vizioso di persecuzioni, discriminazione, radicalizzazione e repressione violenta che ha costretto oltre 400 mila persone disperate a lasciare il paese mettendo a rischio la stabilità regionale» ha aggiunto Guterres. 

«Le autorità birmane devono porre fine alle operazioni militari, permettere l'accesso umanitario e affrontare le afflizioni dei Rohingya», ha aggiunto.


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