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SPAGNA

09/06/2016 - 12:21

Podemos vuole il Governo

Spagna: al via campagna elettorale per politiche 26 giugno

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MADRID - Il professore con il codino da qualche giorno ha rinunciato al look boheme e non esce più di casa senza la cravatta. È il segnale, decriptano gli analisti spagnoli, che Pablo Iglesias, leader di Podemos, ora ci crede e pensa di poter diventare premier dopo le politiche del 26 giugno.

La campagna inizia ufficialmente oggi a mezzanotte. I quattro grandi protagonisti, oltre a Iglesias, il premier uscente il Pp Mariano Rajoy, il socialista Pedro Sanchez e Albert Rivera di Ciudadanos, aprono tutti con comizi a Madrid. In un clima però assai diverso. Gli ultimi sondaggi rendono euforici i post-indignados di Podemos, alleati con Izquierda Unida, fiduciosi i popolari, ma depressi i socialisti, che potrebbero essere i grandi sconfitti di questo 'secondo turno' elettorale.

La Spagna torna alle urne sei mesi dopo le politiche del 20 dicembre che hanno decretato la morte del bipartitismo Pp-Psoe e della stabilità politica del paese, ed eletto un parlamento frammentato che si è rivelato incapace in sei mesi fra i veti incrociati di eleggere un nuovo governo.

L'ultimo sondaggio Cis dà alla lista di Iglesias, Unidos Podemos, con il 25,6% fra 88 e 92 deputati su 350 contro 71 in dicembre. Il Psoe crollerebbe a 78-80 seggi, contro 90 (già il suo peggiore risultato storico), con il 21,2%. Il Pp dell'inaffondabile Rajoy arriverebbe primo con il 29,2% e 118-121 seggi (ora 123) mentre Ciudadanos otterrebbe il 14,6% e 38-39 deputati, contro 40.

Sono però previsioni da prendere con grande prudenza. Uno spagnolo su tre, il 32,4%, rivela il Cis, non ha ancora deciso per chi voterà. Da come si determineranno gli incerti dipenderà il prossimo governo di Madrid. Il Pp spera di superare il 30% e 130 deputati per dichiararsi la forza attorno alla quale dovrà essere costruito il governo.

Rajoy vorrebbe una Gran Coalicion con i socialisti - che se le previsioni si confermeranno sostituirebbero Sanchez con la presidente andalusa Susana Diez - e con Ciudadanos. Iglesias spera invece in un governo di sinistra con il Psoe, se insieme raggiungeranno la maggioranza assoluta di 176 seggi, o la sfioreranno, al Congresso.

Non è detto però che un Psoe umiliato e declassato a seconda forza della sinistra opti per una coalizione guidata da Iglesias, che potrebbe significare un suicidio politico per i socialisti. Qualcosa del genere è successo in Grecia, dove lo storico Pasok è stato praticamente divorato da Syriza e da Alexis Tsipras, il modello di Podemos.

Iglesias ha già proposto a Sanchez, che in marzo ha tentato invano di scalare la presidenza del governo, la poltrona di vicepremier. Un'offerta ritenuta arrogante e offensiva da molti socialisti. Ma il molto mediatico leader di Podemos si dichiara pronto ad assumere il potere.

Oltre alla cravatta Iglesias, accusato dagli avversari di essere populista e vicino al regime bolivariano venezuelano, ha indossato anche un nuovo abito politico: si è dichiarato leader della "nuova socialdemocrazia" spagnola.
 
 

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