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07/10/2017 - 14:59

«La Corea del Nord ha il batterio della peste e altre armi biologiche»

È quanto emerge da un rapporto della società di intelligence AMPLYFI e l'Università di Harvard

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WASHINGTON - Le armi biologiche capaci di colpire e uccidere migliaia di soldati e civili in caso di guerra sono un'altra parte importante degli armamenti della Corea del Nord.

Un rapporto curato dalla società di intelligence AMPLYFI e dall'Università di Harvard risolleva il capitolo che, se meno mediatico di missili balistici e ordigni nucleari, ha sempre un potenziale di distruzione di massa.

Gli esperti temono che il Nord abbia sviluppato decine di agenti biologici mortali, tra cui il batterio della peste, in linea teorica utilizzabile per armare missili balistici verso la la Corea del Sud oppure obiettivi più lontani come gli Usa.

Tra le altre patologie che questi agenti potrebbero provocare se caricati su vettori, bombe, colpi di artiglieria o se più semplicemente dispersi nell'ambiente, i ricercatori menzionano antrace, botulismo, colera, tifo, febbre gialla e vaiolo. Il nuovo rapporto si basa sui dati rilevati da 840 mila siti Internet che contenevano il termine "armi biologiche", di cui ben 23 mila con collegamenti diretti verso la Corea del Nord.

Le armi chimiche di distruzione di massa hanno sempre avuto un costante sviluppo nei piani dello Stato eremita. Dai primi passi degli anni '80, promossi dal "caro leader" Kim Jong-il in linea con la politica del Songun ("militari prima di tutto"), il Nord si ritiene abbia circa 25 agenti chimici altamente tossici, tra cui sei agenti nervini come sarin e Vx, in base alle stime 2016 del Korea Institute for Defense Analyses. In aggiunta, 13 tipi di elementi patogeni come antrace e peste bubbonica.

Nel 1987, Pyongyang fu tra i firmatari della Biological Weapons Convention che vieta sviluppo, produzione, accumulo e acquisizione di agenti e armi biologiche: siglata da 160 Paesi, è operativa dal 1997. Si ritiene che il Nord conti su 17 istituti per la ricerca biologica, di microbatteri e altri agenti, secondo i militari di Seul, che quantificano - come riportato nel libro bianco 2014 sulla Difesa - le armi chimiche in 2'500-3'000 tonnellate. Quantitativi che proiettano Pyongyang nella terza posizione mondiale dopo Usa e Russia.

Sono otto, invece, gli impianti produttivi, tra cui il porto di nordest di Chongjin e la città di nordovest di Sinuiju. L'agente Vx, una delle sostanze più tossiche usata per uccidere il 13 febbraio all'aeroporto di Kual Lumpur Kim Jong-nam, il fratellastro maggiore del leader Kim Jong-un, è incolore, inodore e senza sapori: la semplice esposizione può portare alla morte in pochi minuti essendo 10 volte più potente del sarin.


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