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PARIGI

19/02/2013 - 22:14

Mali: guerra verso la fine ma si continua a morire





PARIGI - Proprio mentre il presidente francese Francois Hollande parlava di inizio "dell'ultima fase delle operazioni" in Mali, un soldato francese e più di venti ribelli sono morti in scontri nel massiccio di Iforhas (nord), in un'operazione delle forze speciali francesi.

"Quest'azione ha permesso di localizzare elementi terroristi nei loro santuari, di inseguirli e di neutralizzare una ventina di loro", annuncia in un nota il ministero della Difesa di Parigi.

Poco prima da Atene, dove si trova per una visita ufficiale, il presidente Francois Hollande aveva annunciato la morte del soldato francese - il secondo dall'inizio della guerra - e aveva detto che ora "stiamo entrando nell'ultima fase delle operazioni in Mali". "Si tratta di andare fino in fondo, vale a dire fino all'arresto degli ultimi capi dei gruppi terroristi che stanno nell'estremo nord del Mali. È proprio nel quadro di questa operazione - ha continuato - che oggi c'è stato questo scontro che non si è ancora concluso e che purtroppo ha provocato la morte di un legionario".

Secondo quanto riferito da Jean-Yves Le Drian, ministro della Difesa a Parigi, il soldato ucciso è Harold Vormezeele, un sott'ufficiale del commando paracadusti di Calvi.

Poco prima, nel corso di un incontro a Parigi con il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, anche il primo ministro del Mali, Diango Cissoko, ha detto che "le operazioni militari di grande portata sono al termine". "La situazione - ha precisato - è decisamente migliore di qualche settimana fa. Le operazioni militari di grossa portata sono al termine. Restano da mettere in sicurezza le zone liberate".

Intanto - mentre da Bruxelles la Commissione europea ha stanziato altri 22 milioni di euro per il Mali, portando il contributo totale Ue a 115 milioni di euro dall'inizio della crisi nel 2012 - il governo tedesco ha approvato oggi l'invio di 330 soldati. Il sostegno alle truppe africane in Mali da parte della Germania è dovuto a "ragioni di politica di sicurezza", ha detto il ministro degli Esteri Guido Westerwelle, aggiungendo: "Noi europei abbiamo un interesse personale a che nelle nostre vicinanze non vi siano porti sicuri per il terrorismo".

Secondo la bozza del mandato approvata oggi in Consiglio dei ministri a Berlino, fino a 180 soldati del Bundeswehr potranno essere utilizzati nell'ambito dell' intervento formativo dell'Ue, e fino a 150 militari potranno essere impiegati invece per il sostegno logistico delle forze schierate in campo contro i ribelli islamici. Venerdì prossimo il Bundestag dovrà discutere per la prima volta della missione e al Parlamento spetta l'ultima parola.

L'Unione europea intende partecipare alla missione in Mali con 450 militari per la formazione e il supporto logistico, e in questo quadro il contributo tedesco sarebbe il secondo dopo quello britannico. Berlino partirà, però, mettendo a disposizione 40 addestratori e 40 medici. Che il mandato preveda un numero di risorse militari maggiore, servirà - come accade in queste circostanze - ad avere più margine d'azione, se la situazione dovesse rendere necessario un intervento più ampio. Fino ad oggi, la Germania ha inviato tre mezzi Transall e circa 70 soldati, che stanno aiutando nelle operazioni di trasporto dei militari africani dai Paesi vicini al Mali.



ATS
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