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UNIONE EUROPEA

15/02/2013 - 20:13

Scandalo della carne di cavallo, l'Europa corre ai ripari

Al via una serie di test rigorosi. Unica contraria l'Italia, principale consumatore e importatore di carne equina





BRUXELLES - Mentre continua a spuntare carne di cavallo in lasagne, tortellini e hamburger di mezza Europa e anche in Russia, l'Unione europea corre ai ripari per tranquillizzare i cittadini e dà il via libera a una raffica di test su prodotti a base di carne di manzo per verificarne la composizione e l'eventuale presenza del fenilbutazone, il potente antidolorifico usato sui cavalli da corsa, dannoso per l'uomo.

Il piano anti-frode della Ue è entrato in vigore nonostante il parere contrario dell'Italia, a cui toccherà fare 200 test da oggi a fine marzo. Secondo il Bel Paese, gli esami dovrebbero venire effettuati dagli esportatori. I primi sono stati già effettuati oggi a Torino, su campioni di lasagne surgelate, ed hanno dato esito negativo.

I controlli sono stati decisi dal comitato veterinario di cui fanno parte i 27 Stati membri, su proposta della Commissione. L'Italia - primo importatore di puledri vivi destinati al macello o all'ingrasso e primo consumatore di carne di cavallo - è stato quindi l'unico Stato membro a non dare il proprio consenso ai test che saranno cofinanziati al 75% dall'Europa.

Intanto i prodotti contaminati da carne di cavallo continuano a fare il giro dell'Europa: dopo la Gran Bretagna (che ha trovato carne equina anche nei cibi di scuole e pub), la Francia e l'Irlanda, arrivano in Austria che ha dovuto ritirare i tortellini della tedesca Gusto Gmbh.

Secondo quanto emerge oggi dai dati ufficiali resi noti da Londra, sono 29 i prodotti diffusi in Gran Bretagna risultati positivi ai test per identificare tracce di carne equina, sui 2.501 prodotti analizzati dall'autorità britannica per la sicurezza alimentare. Si tratta di una percentuale di carne di cavallo non superiore all'1%.

Toccata anche la Russia, dove l'ente statale per il controllo della qualità dei prodotti agricoli ha espresso "grave preoccupazione" per i controlli di sicurezza alimentare in Europa, e ha chiesto alla Commissione Ue di condividere i risultati delle sue indagini.

In Francia invece sale la polemica dopo che le autorità hanno ritirato il permesso sanitario alla ditta Spanghero, produttrice delle lasagne incriminate vendute alla Findus. L'azienda si difende e accusa il governo: "È stato troppo frettoloso e così facendo mette in difficoltà l'azienda e i suoi 300 dipendenti", ha detto l'amministratore delegato sostenendo che la frode è altrove. Ma per le autorità non c'è dubbio: l'azienda è colpevole di "truffa economica" e dovrà fare i conti con la giustizia per aver commercializzato prodotti etichettati 100% manzo, che invece contenevano cavallo.

Ats Ans

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