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20/03/2017 - 17:31

Cameriere controlla i documenti a quattro messicane prima di servirle: licenziato

Il fatto è avvenuto in California. Il direttore: «Ha violato la politica aziendale»

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Da sinistra: le sorelle Elvia, Nadia, Ana e Brenda Carrillo
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HUNTINGTON BEACH - L’appetito di Diana Carrillo e delle amiche che erano con lei è passato in un batter d’occhio dopo che il cameriere del ristorante chic in cui volevano mangiare ha chiesto di vedere il loro permesso di domicilio. «Devo accertarmi che siate di qui prima di servirvi», ha spiegato.

L’episodio è avvenuto al Saint Marc di Huntigton Beach, in California, dove la giovane si era recata insieme alla sorella e ad altre due amiche di origine messicana. Il cameriere ha dapprima chiesto una «prova di domicilio» alla sorella e a una delle amiche che si erano sedute per bere qualcosa in attesa delle altre: «Devo accertarmi che siate di qui prima di servirvi», ha per l’appunto argomentato. Poi ha ripetuto la richiesta a Diana e all’altra amica.

«Per alcuni secondi ho pensato che volesse fare lo spocchioso o scherzare, ma il fatto che abbia detto “Devo accertarmi che siate di qui prima di servirvi” è completamente inaccettabile», ha commentato Diana in un post pubblicato su Facebook dopo l’episodio, avvenuto l'11 marzo scorso.

«Digerito appieno» quello che il cameriere aveva detto, il quartetto si è così alzato ed è andato a parlare con il gerente. «Spero che questo impiegato sia rimproverato per quello che ha fatto. Nessun locale dovrebbe tollerare comportamenti discriminatori da parte dei suoi dipendenti», ha aggiunto Diana nel suo post.

Le conseguenze, per il cameriere, sono andate però oltre la tirata d’orecchi. Il dipendente è stato infatti licenziato. «Non so se avesse secondi fini o meno», ha spiegato al Washington Post il direttore del Saint Marc, Kent Bearden. «Quello che m’interessa è che ha violato la politica aziendale», ha aggiunto.

Il ristorante, per tentare di scusarsi con le malcapitate clienti, ha offerto loro un’esperienza VIP e di donare il 10% degli incassi del weekend a un’istituzione benefica a loro scelta. Diana e le amiche hanno accettato solo la seconda proposta e fatto devolvere il denaro alla “Orange County Immigrant Youth United” (“Gioventù immigrata unita dell’Orange County”).

«Speravo che le mie figlie non subissero mai la discriminazione che ho subito io quando sono immigrata dal Messico», ha confidato al Post la madre di Diana, Guillermina Carrillo.     

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5 commenti da TIO
lo spiaggiato - Mercoledì alle 11:08
aha aha aha aha... che idiota questo cameriere... aha aha aha aha aha aha aha

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