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01/08/2012 - 11:04

Provocò e scandalizzò l'America, è morto Gore Vidal

Lo scrittore, saggista, sceneggiatore e candidato politico amava provocare e scandalizzare l'America

Foto d'archivio (Keystone)




LOS ANGELES - È morto all'età di 86enne Gore Vidal, lo scrittore, saggista, sceneggiatore, e anche candidato politico, che amava provocare e scandalizzare l'America.

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Foto d'archivio (Keystone)

È stato il nipote Burr Steers a dare la notizia della scomparsa di Vidal, avvenuta a causa delle complicazioni di una polmonite, nella sua casa di Hollywood dove, dopo la morte del suo compagno Howard Austen, si era trasferito negli ultimi anni dall'Italia, paese in cui dove aveva trascorso oltre 30 anni, tra Roma e la sua famosa villa di Ravello (Salerno).

Nella sua lunga e prolifica carriera, al termine del quale, amava dire, sperava di essere ricordato come "la persone che ha scritto le più belle frasi dei suoi tempi", Vidal ha pubblicato 25 romanzi, opere teatrali, opere incentrate sui personaggi sia della storia americana - come il romanzo "Lincoln" - che dell'antica Roma, come il romanzo sull'imperato Giuliano, scritto appunto in Italia, che fu uno dei suoi principali best seller.

Ma fu il romanzo che il giovane figlio di un ufficiale dell'Aeronautica e dalla figlia del senatore T.P. Gore - cosa che lo faceva lontano cugino dell'ex vicepresidente Al Gore - scrisse ad appena 20 anni che scandalizzò l'America puritana del dopoguerra e segnò la sua carriera: il libro "The City and the Pillar", tradotto in italiano "La statua di sale", in cui si racconta la storia, con tratti fortemente autobiografici, di un giovane che scopre la propria omosessualità.

Negli anni '50 e '60 Vidal si dedicò alla scrittura per il teatro (nel 1960 ottenne la nomination al Tony award con "The Best Man" che portava in scena lo scontro dietro le quinte di due politici che si contendevano la nomination democratica) e per il cinema, per il quale scrisse le sceneggiature di "Improvvisamente, l'estate scorsa" e di "Ben Hur". La passione per il cinema lo accompagnò anche in Italia: nel 1972 interpretò se stesso in un cameo in "Roma" di Federico Fellini.

Vidal amava rappresentarsi come una sorta di moderno Voltaire, in grado di commentare le follie della sua nazione e dei contemporanei con spirito sagace e sferzante. Una prova monumentale si ha nel saggio "United States", con cui nel 1993 ottene anche il National Book Award, in cui raccoglie saggi letterari, politici e di pura verve polemica. Memorabili una serie di ritratti irriverenti di una carrellate di presidenti americani, quello, che ancora una volta fece scandalo, della famiglia Kennedy nel "The Holy Family".

Negli ultimi anni della sua vita, dopo l'elezione di George Bush jr e gli attacchi dell'11 settembre, Vidal tornò ad occuparsi con vigore con articoli e interviste in cui era inclemente con quelli che amava definire gli "United States of Amnesia". "Incompetenza manovrata". E in un'intervista rilasciata all'Adnkronos nel 2007, quando venne a Roma per l'uscita del suo libro 'Le menzogne dell'Impero', accusò Bush e la sua amministrazione di "incompetenza manovrata" per aver lasciato "intenzionalmente" che accadesse l'11 settembre.

ATS

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