Oltre 50 civili uccisi. Si preparano armi chimiche?

DAMASCO - "Decine di terroristi hanno devastato il villaggio di Tremseh, uccidendo e ferendo decine di civili": lo scrive l'agenzia di Stato siriana Sana, citando un testimone che parla di un "incubo", e di "oltre 50 civili" massacrati. Tra loro, scrive ancora la Sana, anche "una donna e suo figlio, trucidati davanti alla folla".
Le forze armate siriane hanno iniziato a spostare dai depositi parte del vasto arsenale di armi chimiche di cui dispongono, hanno affermato fonti americane citate oggi dal Wall Street Journal, secondo cui si tratta di uno sviluppo che potrebbe portare ad un ulteriore escalation del conflitto in Siria.
Da tempo le riserve siriane non dichiarate di gas nervini e altre armi del genere hanno sollevato preoccupazione tra i dirigenti americani e dei Paesi della regione, aggiunge il giornale. I funzionari americani sono divisi sul significato di questo sviluppo. Alcuni temono che il regime intenda usare le armi chimiche contro i ribelli e civili nell'ambito di una operazione di pulizia etnica. Altri ritengono che Damasco potrebbe invece aver deciso di nascondere le controverse armi per complicare ulteriormente gli sforzi delle potenze occidentali per individuarle.
E mentre il Dipartimento di Stato ha ammonito che il regime di Damasco è responsabile della custodia dei suoi arsenali, il governo siriano ha negato di aver spostato le sue riserve di armi chimiche, affermando, tramite un portavoce del ministero degli esteri, che si tratta di informazioni "assolutamente ridicole e non vere".
Si ritiene che le riserve di armi chimiche e biologiche di cui dispone Damasco siano le più vaste in Medio Oriente, aggiunge il Wsj; ricordando che la Siria non ha mai firmato la convenzione del 1992 che rende illegale la produzione, la conservazione e l'uso di armi di questo tipo.
Ats Ans




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