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29/05/2012 - 21:10

16 morti e 5 dispersi. Donna estratta viva dalle macerie

Foto Keystone / AP Gregorio Borgia




MIRANDOLA - Colpita, colpita a tradimento quando cercava di riconquistarsi un po' di normalità. La Bassa modenese, dopo nove giorni, è di nuovo ferita da una serie di scosse violentissime che hanno provocato danni a case ed aziende e almeno 16 morti, bilancio provvisorio che si teme possa salire, visto che sono ancora cinque i dispersi. Morti che si aggiungono a quelli del 20 maggio, altri 7: in totale almeno 23 vittime.

Una donna è stata estratta viva dalle macerie a Cavezzo, in Emilia. Lo si apprende dai Vigili del Fuoco italiani. Caricata in ambulanza intorno alle 21:00, lo donna, che ha 65 anni, è stata portata in un ospedale di Modena. È rimasta vittima di una premura: era infatti rientrata in casa, in un palazzo di quattro piani via Primo Maggio, nel centro storico distrutto di Cavezzo, per recuperare alcuni indumenti dopo la scossa delle 9:00 del mattino. Poi il crollo che l'ha travolta. Il palazzo, si apprende, si è interamente sbriciolato. La donna si è salvata perché protetta dalla spalliera del letto.

Si ritrova così in ginocchio, colpita ancor più duramente del già violentissimo e recente colpo, una pianura solidale e laboriosa, una pianura di aria e sole, pittori e matti, campi, fabbriche e campanili che ha visto tremare e crollare, prima alle 9:00 (una scossa avvertita in tutto il nord Italia, in alcune regioni centrali, ma anche in Ticino, nei Grigioni, vicino al Lago di Costanza e persino in Austria), poi all'una, quello che la mano dell'uomo ha modellato nel corso dei secoli.

Mirandola, Medolla, Cavezzo, Finale Emilia, San Felice sul Panaro i paesi più vicini all'epicentro, contano i danni e piangono i propri figli. Molti dei quali caduti mentre stavano lavorando, sotto capannoni industriali venuti giù come castelli di carte. Il lavoro, da queste parti, è qualcosa di più che un modo per pagare le bollette, è una specie di religione civile che fa rima con libertà e che è il modo per sentire un fratello qualcuno che è nato dall'altra parte del mondo.

Sono almeno una decina i lavoratori morti a causa dei crolli provocati dalla scossa di magnitudo 5.8 che alle 9 ha fatto ripiombare nell'incubo una terra che ormai da più di una settimana vive con l'incubo del terremoto. Toccherà alla procura di Modena, nei prossimi giorni, accertare le cause del crollo dei capannoni. E far luce, in particolare, sulle modalità con le quali sono stati costruiti, alla luce delle normative antisismiche.

L'epicentro, rispetto agli altri eventi sismici, si è spostato di qualche chilometro verso ovest. Fra le vittime anche un prete, che stava cercando di salvare una statua della Madonna nella sua Chiesa. Dopo la scossa violentissima delle 9:00, si sono susseguiti i terremoti: almeno nove quelli superiori a 4 di magnitudo. A questo punto non si possono escludere nuove forti scosse: la gente della Bassa modenese non rientrerà nelle proprie case.

Qualcuno è andato via, trovando alloggio in altre zone: ma la stragrande maggioranza non vuole allontanarsi da casa. Qualcuno passerà la notte in macchina, in molti nei campi, che sono già attivi da oltre una settimana e che sono stati potenziati, soprattutto nelle zone più colpite dagli ultimi terremoti: la protezione civile ha ricevuto 6 mila nuove richieste di assistenza che si aggiungono alle 7'500 già soddisfatte in questi giorni. Nelle carceri delle zone colpite sono state momentaneamente aperte le porte delle celle, ha riferito il ministro Severino, e "tutto il personale è in una situazione di grande lavoro e attenzione".

I danni si contano, soprattutto, sul patrimonio storico e su quello produttivo. Sono inagibili chiese, palazzi storici, soprattutto quelli che ospitano i municipi, teatri. Ma, oltre a quelli dove ci sono stati vittime, sono moltissimi i capannoni industriali danneggiati. Attorno a Mirandola c'è uno dei distretti del biomedicale più avanzati e produttivi a livello europeo.

"È tristissimo - ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano che si trovava in visita a Gemona, dove nel 1976 ci fu uno spaventoso terremoto - muoiono gli operai e vengono meno posti di lavoro. Sono convinto che supereremo presto questo momento". Serve, secondo il presidente italiano "un impegno per verificare come sono andate le cose e se c'erano misure che potevano essere prese in senso preventivo".

L'Emilia fa, ancor di più, appello in queste ore alla propria laboriosità ed alla voglia di rialzarsi presto in piedi. Se ne è fatto interprete il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani che in mattinata ne ha parlato anche con il premier italiano Mario Monti. "Tutto sarà ricostruito - ha precisato Errani - come detto anche da Monti, e la nostra regione non sarà lasciata sola. Questa regione - è stato il suo appello - deve trovare nell'Italia la solidarietà che ha sempre dato con orgoglio e con umiltà all'Italia".

Il ministro italiano dell'ambiente Corrado Clini ha detto che "c'è bisogno di un impegno finanziario straordinario e potrebbe essere in parte coperto superando limiti e vincoli del patto di stabilità. L'Europa potrebbe capire che si tratta di una situazione eccezionale". Ma ha anche parlato di aggiornare la mappa del rischio sismico. Della quale questa zona, fino a pochi giorni fa, era ai margini. Il Consiglio dei ministri, convocato per domani, potrebbe decidere di reperire risorse per fronteggiare i danni del terremoto in Emilia anche da un mini-aumento dell'accisa sulla benzina. Secondo quanto si è appreso, questa sarebbe una delle diverse ipotesi che sarà sul tavolo della riunione. Qualsiasi decisione sarà comunque presa solo domani.

Ats Ans

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