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GIAPPONE

05/05/2012 - 10:29

Giappone (per un pò) senza nucleare

Spento l'ultimo reattore per manutenzione, folla in piazza per abbandono definitivo





TOKYO - Decine di migliaia di persone stanno manifestando in tutto il Giappone perchè si arrivi "subito a un addio addio definitivo" all'energia nucleare, nel giorno in cui l'ultimo reattore ancora attivo, il n.3 della centrale di Tomari, sarà fermato per i controlli di manutenzione ordinaria.

A Tokyo un lungo corteo ha attraversato le parti centrali della città, lambendo sedi dei ministeri e il quartier generale della Tepco (il gestore della centrale di Fukushima), tra slogan quali "Sayonara genpatsu" ("addio alle centrali nucleari!") e "Mai più Fukushima", e canti come "We Shall Overcome", inno degli anni '60 dell'African-American Civil Rights Movement, diventato simbolo dei diritti civili a livello mondiale.

Chiusura ultimo reattore - Da questa sera, per la prima volta in 42 anni, il Giappone non avrà più - almeno nell'immediato futuro - energia elettrica generata dall'atomo in scia alla grave crisi della centrale di Fukushima.

La Hokkaido Electric Power, utility dell'isola a nord di Hokkaido, disattiverà l'unità n.3 della struttura di Tomari, l'ultima attiva sulle 54 disseminata nell'arcipelago, con la procedura che partirà dalle 17:00 locali (le 10:00 in Svizzera) per concludersi col blocco totale previsto alle 23:00.

Lo stop dei reattori, obbligatorio ogni 13 mesi in Giappone per poter effettuare i controlli ordinari, si è da oltre un anno intrecciato alla crisi di Fukushima: dopo il devastante sisma/tsunami dell'11 marzo 2011, la peggiore emergenza dopo Cernobyl ha rilanciato forti dubbi sulla sicurezza degli impianti che, al contrario, era in precedenza considerata una certezza.

La perdita di radiazioni e le evacuazioni di massa hanno moltiplicato le paure nell'opinione pubblica sulle centrali al punto che, al netto dei reattori danneggiati (come la centrale di Fukushima Dai-ichi), tutte le unità fermate per le verifiche di routine non sono più ripartite in scia alle forti resistenze registrate tra le comunità locali.

Il processo amministrativo di riavvio, dopo il via libera dell'authority sulla sicurezza nucleare, prevede che ci sia il consenso espresso dagli enti locali (comuni e prefetture) che ospitano gli impianti. Finora, da questi ultimi non è maturata alcuna approvazione neanche in quelle zone a forte vocazione come la prefettura di Fukui, il 'cuore atomicò del Giappone con 14 reattori su una superficie simile a quella della città di Roma, che ne fanno l'area più nuclearizzata al mondo.

Ats Ans

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