
BRUXELLES - "Non siamo a conoscenza dell'intenzione dell'Italia di sottoscrivere un accordo bilaterale con la Svizzera in materia fiscale, ma l'Italia come gli altri Stati membri, non è tenuta a informarne la Commissione europea. Dalla stampa abbiamo comunque appreso che, qualora il governo italiano dovesse sottoscrivere un tale accordo, intende farlo nel rispetto dei Trattati Ue".
Lo ha detto Emer Traynor, portavoce del commissario europeo alla tassazione Algirdas Semeta, rispondendo a domande dei cronisti oggi a Bruxelles. La portavoce ha comunque precisato che "un accordo bilaterale in materia fiscale non può includere questioni già coperte dalla legislazione comunitaria, o che sono di competenza della Ue".
In passato - ha proseguito - "abbiamo avuto qualche difficoltà con degli accordi bilaterali siglati con la Svizzera da parte di altri Stati membri. Problemi legati al fatto che coprivano degli ambiti di competenza europea come la direttiva sul risparmio".
È vero che su questo fronte - ha poi ammesso Traynor - "ci sono state ampie discussioni tra la Germania e la Commissione europea dal punto di vista politico e tecnico. Per fortuna siamo riusciti a giungere ad una situazione per cui la Germania si è detta disposta a modificare l'accordo con la Svizzera per metterlo in linea con la normativa europea". In definitiva - ha concluso la portavoce - gli accordi Germania-Svizzera, e Regno Unito-Svizzera, "rispettano i parametri che noi abbiamo già indicato per tali accordi bilaterali".
Ats Ans