Tedesco si finge gay siriano e chiede asilo, denunciato

L'uomo è stato smascherato ed arrestato, rischia 15 anni di carcere
ZOFINGEN - Si finge siriano perseguitato in patria a causa della propria omosessualità e chiede asilo alla Svizzera: in realtà è un malfattore tedesco sul cui pendono, in Germania, diversi mandati di cattura. L'uomo è stato smascherato e posto in detenzione preventiva dal Ministero pubblico di Zofingen-Kulm, nel canton Argovia: rischia fino a 15 anni di carcere in Svizzera oltre all'estradizione in Germania.
L'accusa promossa nei suoi confronti contempla i reati di ingresso illegale in Svizzera, truffa per mestiere, acquisizione fraudolenta di certificati falsi e inganno dell'organizzazione giudiziaria, sottolinea oggi il Ministero pubblico di Zofingen-Kulm in una nota. Qualora l'uomo venisse condannato in Svizzera rischierebbe una pena di reclusione fino a 15 anni. A ciò si aggiungerà molto probabilmente l'estradizione verso la Germania e un divieto di ingresso nella Confederazione.
I fatti risalgono al gennaio 2010: l'uomo aveva allora chiesto asilo politico alla Svizzera sostenendo di provenire dalla Siria, paese dove era perseguitato per la sua omosessualità. Affermava di aver perso l'uso della parola a causa di esperienze brutali e traumatiche vissute in patria. L'Ufficio federale della migrazione (UFM) aveva respinto la sua richiesta ed aveva incaricato il canton Argovia di procedere all'espulsione o al rimpatrio.
La polizia argoviese ha tentato invano di stabilire l'identità esatta del richiedente l'asilo, per poter procedere alla sua espulsione: l'uomo non ha mai presentato un documento alle autorità. Poiché aveva soggiornato illegalmente nel paese ed era inoltre sorto il sospetto che stesse abusando delle prestazioni di assistenza, l'uomo è stato posto lo scorso luglio in detenzione preventiva.
A questo punto il mistero si è rapidamente risolto: le impronte digitali del finto richiedente l'asilo, inserite nel database dell'Interpol, hanno smascherato il malfattore. Le autorità tedesche si sono infatti rivolte alla procura argoviese, rivelando che l'uomo era da tempo ricercato in Germania, dove sulla sua testa pendono numerosi mandati di arresto.
Ats




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!