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ENERGIE DEL FUTURO

09/05/2017 - 09:47

La Svizzera vuole liberarsi dal petrolio

Crollo dei prezzi del petrolio e crescente propensione verso energie rinnovabili: imminente abbandono del combustibile fossile?

Le cronache di tutto il mondo ci hanno ormai abituato a episodi di catastrofi petrolifere: a maggio di due anni fa, circa 400 mila litri di petrolio si sono riversati lungo la costa californiana del Pacifico, nei pressi di Santa Barbara. All’origine dello sversamento una falla nelle condutture dell’oleodotto. Le prossime immagini mostrano le conseguenze dell’incidente per l’ambiente e la fauna del territorio
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«In futuro, l’unico olio pregiato sarà quello di oliva» sentenzia inesorabile il filosofo-economista norvegese Anders Indset, che dalla fine del 2013 esorta le società petrolifere a cambiare rotta.

«L’approvvigionamento energetico invoca nuovi modelli di business e i gruppi petroliferi farebbero bene a reinventarsi, almeno finché avranno sufficienti risorse finanziarie per farlo», chiosa Indset.

Secondo il filosofo-economista, all’origine del crollo dei prezzi e del calo della domanda petrolifera ci sarebbero anche le nuove forme di energia che, diversamente da combustibili fossili come petrolio e gas naturale, hanno un impatto molto più modesto sull’ambiente.

«Si tratta di dichiarazioni piuttosto provocatorie ma indubbiamente alcuni segnali suggeriscono una minore supremazia del petrolio a livello globale», afferma Daniel Huber, professore di Innovation Management presso la Scuola universitaria professionale di Berna e membro del consiglio direttivo di Swissfuture. Uno di questi segnali sarebbe l’attuale flessione dei prezzi. Ma anche la diffusione sempre più ampia delle energie rinnovabili contribuirebbe a ridurre le vendite di greggio.

Le alternative ecosostenibili diventano più convenienti

«In Svizzera si utilizzano prodotti derivati del petrolio soprattutto per il riscaldamento, il trasporto e l’industria chimica», precisa l’esperto in innovazioni. Per quanto riguarda i primi due campi di utilizzo, negli ultimi anni hanno preso piede numerose alternative maggiormente ecocompatibili, diventate ormai accessibili anche per il consumo di massa. Senza dimenticare che, secondo Huber, tra i nostri cittadini è aumentata la consapevolezza energetica.

Per il riscaldamento degli edifici, ad esempio, molti proprietari preferiscono sonde geotermiche e pannelli solari al petrolio. Le nuove costruzioni, inoltre, sono decisamente meglio isolate e consumano meno energia per il riscaldamento, a prescindere dalla fonte energetica utilizzata.

L’intera facciata delle case può essere utilizzata per generare energia elettrica. La tecnologia a questo scopo è già disponibile o in fase di definizione in laboratorio. In futuro potremmo avere edifici che generano più energia di quanta ne consumano. A lungo termine è chiaro che questo potrebbe affossare i prezzi energetici.

Grazie a Tesla le auto elettriche non sono più un’utopia

«Anche nel settore dei trasporti è evidente una tendenza verso veicoli più ecologici», afferma Huber.

A Tesla va il merito di avere reso le auto elettriche un’alternativa seria ai veicoli a benzina o diesel. Da qui parte, a maggior ragione dopo lo scandalo Volkswagen, una grande rivoluzione nel settore automobilistico. Anche questa rivoluzione, inutile dirlo, vira in direzione opposta rispetto al consumo di greggio.

Nel traffico marittimo e aereo il combustibile fossile fa ancora la parte del leone. «Ma già oggi sarebbe possibile volare a idrogeno. Occorrerebbe però modificare la struttura dei velivoli, che dovrebbero avere dimensioni maggiori», spiega il professore di Innovation Management. A livello puramente tecnico, gli aerei potrebbero funzionare a idrogeno.

La chimica organica non può fare a meno del petrolio

Ovviamente, tutte queste evoluzioni richiedono tempo. Secondo Huber si tenderebbe a sovrastimare ciò che sarà possibile tra cinque anni e a sottovalutare grossolanamente ciò che si potrà ottenere tra dieci anni e oltre. Questo vale anche per la rinuncia al petrolio: l’abbandono totale del petrolio come fonte energetica è impensabile nel paio d’ anni a venire. Ma in un orizzonte più lungo il suo consumo potrebbe essere ridotto al 20 per cento rispetto a oggi, stima l’esperto. «Nella chimica organica il petrolio è, e rimarrà ancora a lungo, la materia prima».

«Il modello d’affari della vendita di energia in litri, metri cubi o kilowattora dovrebbe funzionare sempre meno in futuro. Tutto lascia prevedere che a lungo termine ci sarà energia a sufficienza e bisognerà concentrarsi più sulla sua gestione piuttosto che sulla sua vendita», prevede Huber. Ai grandi colossi petroliferi, estrattori di gas naturale e fornitori di energia elettrica converrebbe valutare nuovi modelli di business e nuove offerte.

Non è comunque ancora possibile dire con esattezza se e quando avverrà il cambiamento. «Fare previsioni in anni su questi argomenti è poco serio e spesso è pura provocazione», commenta Huber.

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