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LUGANO

04/03/2014 - 07:00

"Shimmer", il mondo di Rocky Wood

Shimmer, l'album di esordio del progetto Rocky Wood, verrà dato alle stampe tramite Il Domani/Sangue Disken il prossimo 26 marzo.

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LUGANO - Il combo è venuto alla luce nel 2012, sull’asse Lugano-Berlino-Los Angeles, sviluppandosi all’interno di un limbo privo di limiti spazio-temporali, per mano dell’ex Meadow Fabio Besomi (chitarra, banjo) e da Roberto Pianca (chitarra) che, nel mezzo dei dieci solchi del disco, per qualche istante, prende le distanze dalle sonorità jazz oriented, intento a sperimentare territori polverosi, desertici, di matrice alt-folk, guidati da una linea vocale quasi impalpabile, sfuggente, ruvida e profonda, ma nel contempo fragile, delicata, di Romina Kalsi…

Fabio, il progetto non ha una base operativa definita: Lugano-Berlino-Los Angeles…
"I genitori di Romina sono entrambi americani e lei è nata e cresciuta a Los Angeles… Insieme a sua madre, da qualche tempo si è trasferita in Ticino, mentre suo padre è musicista di strada tuttora attivo in California… Io vivo a Berlino, Roberto a Lugano…"

Raccontami la nascita della band…
"La formazione è nata a ridosso di un’idea mia e di Roberto, con cui ho scritto una manciata di brani strumentali per chitarra acustica. Successivamente, abbiamo sentito la necessità di scaldare le composizioni tentando di dare loro una nuova deriva con la voce di Romy, dal mio punto di vista uno strumento perfetto che si incastra in modo estremamente naturale nella musica… Ha preso forma così il progetto Rocky Wood, inizialmente un trio con un’estetica molto acustica nutrita, talvolta, da qualche inserto elettronico.  Poco dopo ci è sembrato opportuno fissare il momento, e da qui l’esigenza di entrare subito in studio con due musicisti italiani, Stefano Senni (basso, contrabbasso) e Nelide Bandello (batteria, percussioni), che in precedenza avevano già collaborato con Roberto in altri progetti…"

Perché Rocky Wood?
"Ci è stato suggerito da un carissimo amico scrittore, di cui preferirei non rivelare il nome…"

Puoi entrare nella genesi del disco?
"Abbiamo diversi metodi di composizione: c'è chi porta i brani già completi di musica, testi e arrangiamenti, ma ci sono anche gli istanti in cui si compone in trio… In entrambi i casi i testi nascono dalle sensazioni suggerite dalla musica e dalla scelta delle sonorità. Capita spesso, comunque, che il lavoro di composizione venga svolto attorno un tavolo, davanti a una buona bottiglia di vino…"

Perché Shimmer?
"È il nome di un effetto, per la precisione di un tipo di riverbero, di cui abbiamo fatto ampiamente uso nelle parti più psichedeliche del disco e che, nel contempo, ha contribuito in modo importante all'estetica del risultato finale... Riflette, in ogni caso, anche un’elevata dose di estemporaneità, legata all'immediatezza e alla freschezza del momento…"

Potresti fare un’analisi dei testi?
"Sono sensazioni di vita comuni, talvolta anche oniriche…"

Shimmer potrebbe essere un concept?
"Inizialmente non era nei nostri piani, ma direi che lo è diventato nel corso del processo di lavorazione…"

Quali sono le maggiori influenze musicali confluite al suo interno?
"Sono parecchie e diverse tra loro (musica classica, primitiva, jazz, folk, pop…), ma ci piace pensare che questo sia il disco di Rocky Wood…"

Raccontami le recording session…
"Shimmer è stato registrato (prevalentemente in presa diretta) e missato in più sessioni, tra marzo e agosto 2013 all’interno de La Sauna Recording Studio di Varese…"

Il Domani, che ha sede a Berlino, è la vostra label?
"Sì, che di fatto è però un’associazione che comprende anche un’agenzia e un locale per concerti…"

Infos: rockywood.net

Articolo di Marco Sestito
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