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CANTONE

27/05/2016 - 12:00

Il Festival internazionale di Arzo alla sua diciassettesima edizione

Dal 25 al 28 agosto il Festival internazionale di narrazione ospiterà numerosi spettacoli con artisti noti al pubblico, ma anche tante voci nuove

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ARZO - Tra i primi si segnala il ritorno di Mario Perrotta, che presenta ad Arzo "Milite ignoto - Quindicidiciotto", la sua ultima produzione che racconta la fatica, l’orrore e l’odore della trincea, con le parole delle migliaia di soldati, veneti e sardi, piemontesi e siciliani, pugliesi e lombardi, che per la prima volta, in quell’orrore, si sono incontrati e riconosciuti italiani. Nel racconto del protagonista, i dialetti si mescolano e si uniscono in una lingua d’invenzione che ci restituisce la difficoltà di capire e di capirsi, ma anche il senso di vicinanza nel condividere la paura e lo sgomento di fronte a quell’evento più grande di loro. Così, raccontando la Grande Guerra, Perrotta racconta ogni guerra con il suo carico di inutile e infinita sofferenza.

Tra le voci nuove, invece, quella di Arianna Scommegnache con "Potevo essere io", che narra di una bambina cresciuta in un cortile di un palazzo del quartiere Niguarda, nella periferia Nord di Milano. Quella periferia dove i bambini negli anni Ottanta giocavano a lanciarsi palloncini con dentro le lamette, dove le ragazze si sputavano in faccia dopo essersi tirate i capelli in una piscina comunale, dove i ragazzi facevano la tangenziale contromano per scommessa o l’amore nei parcheggi vuoti dei supermercati. Ma è anche quel bambino cresciuto con lei per poi perdersi in un’altra strada, è l’allenatore di kick boxing, la stella emergente del pop croato, il regista di film porno, la cartomante, l’animatore di matrimoni sulla paullese: personaggi che arrancano ciascuno a modo suo nel tentativo di salvarsi. Tutta un’umanità alla quale Arianna Scommegna restituisce voce e corpo con grande talento e sensibilità, sospendendo il giudizio.

Voci nuove anche quelle di Fabrizio Pugliese e Giuseppe Semeraro. Il primo con un racconto poetico sull’inafferrabile figura di San Giuseppe da Copertino, il secondo con "Digiunando davanti al mare": uno spettacolo sulla vita, il pensiero e la battaglia di Danilo Dolci in difesa dei diritti dei contadini, dei pescatori, dei disoccupati... Di quelli che lui stesso definiva “i banditi”.

Non mancheranno naturalmente i numerosi appuntamenti per bambini e ragazzi, la musica, gli incontri e tante buone cose da gustare insieme. 

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