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FRANCIA

19/05/2017 - 15:29

Okja come Et, fiaba ecologista del caso Netflix

Il film del sud coreano Bong Joon Ho, una delle due opere del concorso prodotte da Netlix e destinate, almeno per la Francia a non essere viste in sala

Keystone
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CANNES - I fischi all'inizio, la buona accoglienza alla fine: oggi al festival è sceso come in un'arena Okja, il film del sud coreano Bong Joon Ho, una delle due opere del concorso prodotte da Netlix e destinate, almeno per la Francia a non essere viste in sala.

''Siamo super fan di Almodovar può dire qualunque cosa, c'è spazio per tutti", hanno detto il regista con la sua protagonista Tilda Swinton, riferendosi alle clamorose dichiarazioni del presidente della giuria di Cannes 70 che aveva definito due giorni fa un 'paradosso una Palma d'oro ad un film che non si vede in sala' .

"Sono felice che lo veda stasera sul grande schermo - ha proseguito Bong Joon Ho - Siamo venuti qui per far vedere il nostro lavoro non per essere premiati ed essere qui è un'incredibile opportunità di essere visti". La prima proiezione stampa stamattina è stata interrotta per alcuni minuti per un guasto al sistema di proiezione e il festival è stato costretto a scusarsi, forse ancora di più perché si trattava di un film già in qualche modo 'sotto attacco'.

Attraversando i generi, mescolando i toni teneri e grotteschi, trasportando il pubblico con naturalezza dall'idilliaco paesaggio della natura all'orribile catena di montaggio dell'industria della carne, il film vuole essere ''un manifesto'' della nuova era vegetariana e ambientalista.

''Ho avuto la massima libertà dall'inizio alla fine, non posso che ringraziare Netflix di avermi fatto fare il film che volevo, rispettando il mio lavoro, assecondando ogni richiesta e senza intromettersi né prima né durante le riprese. Ho fatto il film nella condizione eccezionale di non avere alcuna pressione'', ha spiegato il regista.

Con il racconto della favola dell'indistruttibile legame tra Okja, il super maiale vegetariano cresciuto in alta montagna, con la giovane Mija (An Seo Hyun), Bong Joon, Ho entra nel vivo della moda del mangiare naturale, della fobia Ogm, del marketing che governa la nostre scelte di acquisto e parallelamente con un'incredibile parata a New York per eleggere il super maiale dell'anno e goderne con incredibili popolari wurstel, senza interessarci alle sofferenze animali che ci sono dietro, ci racconta due estremi di questi nostri tempi.

''Cominciamo nella natura incontaminata e finiamo nello stesso luogo ma quel viaggio - ha detto uno dei protagonisti, Jake Gyllenyaal - ci fa uscire diversi, più consapevoli, amanti degli animali e forse, come è capitato a tanti di noi, decisamente meno amanti della carne a tavola''.

Nella storia, Lucy Mirando (Tilda Swinton), imprenditrice del colosso alimentare di famiglia, annuncia alla stampa che 26 maiali geneticamente modificati verranno allevati in piena natura da piccoli produttori locali sparsi in tutto il mondo e solo 10 anni dopo saranno presentati al mondo, attraverso un contest che andrà ad eleggere il super pig e solo in quel momento comincerà la produzione alimentare ossia bistecche che piacciono agli americani, le zampe amate dai messicani, gli hot dog amati in tutto il mondo.

L'idea 'geniale' è di far andare la scienza in aiuto della natura, producendo carne a basso impatto ambientale. Ma uno dei 26 maiali, Okja è cresciuto nelle montagne sud coreane da una adolescente orfana in un contesto paradisiaco di foreste e cascate e alberi da frutto, e tra loro si stabilisce un legame incredibile. Ecco così che quando arrivano gli emissari di Lucy Morando e il loro testimonial dottor Johnny (Jake Gyllenhaal) popolare conduttore televisivo, scoppia il dramma: Mija non vuole separarsi da Okja e vuole che il suo animale/amico resti li'.

Una rocambolesca e grottesca avventura sta per cominciare e si incrocia con l'attivismo dell'Alf, il Fronte di Liberazione Animale - guidato da Paul Dano - che con spettacolari dimostrazioni vuole fare luce sul grande bluff dei nuovi maiali e vuole mostrare in diretta tv gli orrori dei macelli.

Ci sono dentro E.T. di Spielberg, nel rapporto che si crea tra il super maiale e la ragazza e gli inni alla natura di Myazaki, e il regista non ne ha fatto mistero, ma, come spiega Gyllenaal "quella che potrebbe essere una storia adolescenziale, quasi una favola, in cui si ride e ci si commuove al tempo stesso, è raccontata in un modo non convenzionale".

Tilda Swinton, che interpreta l'egocentrica e psicopatica imprenditrice, ha detto: " c'è qualcosa di enormemente toccante nella relazione che si crea tra Okja e Mija e ti coinvolge nel profondo".

Cambierà gli spettatori di Netflix questo film? "Un po' devastato esci" ha ammesso Gyllenhaal . "Viviamo in questa era e non e' felice, mettiamo in luce con questo film - ha aggiunto Bong Joon Ho - il lato oscuro del capitalismo, le sofferenze che comporta agli esseri viventi e all'ambiente". In definitiva, per dirla con le parole di Tilda Swinton, "la storia di Okja è una lezione per tutti".

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