Due ragazze e una startup per dare l'addio alla carta

La sfida alla carta di un’azienda ticinese tutta al femminile
LUGANO - Si sente spesso parlare di startup e ci si aspettano prodotti super avveniristici, ma non è per forza così. Angela Armida e Pamela Peterle sono due giovanissime imprenditrici che hanno visto una lacuna nel mercato e hanno deciso di buttarvisi: offrono servizi di migrazione digitale. In pratica prendono gli archivi cartacei di un'azienda e li trasportano nel nuovo millennio.
Angela arriva dall'Usi, Scienze della Comunicazione. Pamela dal mondo bancario. "Ci siamo conosciute quando siamo state assunte a progetto per la digitalizzazione di un archivio", raccontano. Stufe di collocamenti temporanei e di non poter progettare un futuro, tra una scansione e l'altra hanno accarezzato l'idea di mettersi in proprio. "Ci siamo subito rese conto che nessuno in Ticino offriva questo servizio". Così, anche grazie al sostegno per la progettazione del Cantone, a soli 28 e 24 anni hanno fondato la Digital Codex e offrono la loro esperienza a chi non ce la fa più a districarsi tra le montagne di documenti. Un servizio dai molti vantaggi, secondo uno studio gli impiegati d’ufficio sprecano circa 50 minuti al giorno per cercare documenti e i loro capi li aspettano per 4 settimane all’anno: «è uno stipendio intero. Noi a una ditta, ma perché no aanche a un privato, creiamo un Google del suo mondo». Tra i fornitori del software e le aziende, queste due ragazze hanno trovato uno spazio libero.
"Spesso un'azienda sceglie di non cambiare il suo modo di lavorare, perché è un gran lavoro che distrae gli impiegati dall'attività principale". Così si sono organizzate per offrire un pacchetto chiavi in mano: "quello che a un’azienda facendo da sé prenderebbe 3 anni, noi lo risolviamo in 6 mesi". Non si tratta solo di scansionare, "i nostri scanner riconoscono sia la stampa che la scrittura a mano, così da poter effettuare ricerche puntuali all’interno della banca dati". Non ci sono solo aziende tra i clienti di Angela e Pamela, anche privati. "Abbiamo un prezzo fisso a pagina, possiamo digitalizzare collezioni di ricette, appunti universitari o i documenti di tutta una vita", vecchi floppy disk e Vhs compresi. In questo caso il know how delle nostre interlocutrici è molto personale. "Ho liberato due ante dell'armadio mettendo tutti i miei documenti su un hard disk esterno", racconta Pamela. "Io, invece, ho fatto sparire tutti gli appunti dell'università", chiosa Angela.
La Digital Codex, tra le sue particolarità, ha quella di offrire un servizio a domicilio. "Clienti come avvocati o fiduciari sono ovviamente molto gelosi dei loro documenti, per questo motivo andando noi dal cliente li rassicuriamo: da lì non esce un solo foglio». Infine, da moderne e scaltre venditrici, non dimenticano di stuzzicare la nostra sensibilità ambientale ricordandoci «quante piante riparmieremmo se tutti gli archivi fossero in formato digitale, eliminado tutte quelle tonnellate di carta su cui si è stampato inutilmente".
Poi non ci nascondono il sogno di ingrandirsi: "non vediamo l’ora di poter assumere i primi collaboratori. Li cercheremmo del posto, perché conosciamo la fatica di chi non ha un lavoro".




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!