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LOS CABOS

20/06/2012 - 07:54

G20: pressing crescita,verso fondi Ue per Spagna-Italia





LOS CABOS - L'Europa lavora a un sistema per aiutare i Paesi a rischio contagio, a partire da Italia e Spagna, ad affrontare la situazione degli spread e portare avanti le riforme: è la svolta che emerge da un G20 in cui i Grandi hanno fatto della crescita la loro "priorità numero uno".

Dopo mesi di negoziati e indiscrezioni, è il G20 di Los Cabos, in Messico, a sancire la presa di coscienza che occorre una rete di sicurezza per le due economie dell'Eurozona, finite sotto attacco dai mercati, le cui dimensioni ragguardevoli richiedono un salto in avanti.

Dopo due giorni di colloqui intensi, bracci di ferro diplomatici, riunioni annullate e poi riconvocate per colmare le distanze, sono gli Usa a venire allo scoperto a poche ore dall'apertura dei mercati europei. "Gli europei - è la formula utilizzata dal segretario al Tesoro Usa Tim Geithner - stanno cercando di assicurare nel brevissimo periodo il varo di misure che possano sostenere il loro sistema finanziario e far sì che i Paesi che stanno affrontando le riforme, come la Spagna e l'Italia, possano prendere prestiti a bassi tassi di interesse".

Un'uscita, quella di Washington, che rende bene la preoccupazione degli Usa per il contagio europeo, che mette a rischio la crescita globale a pochi mesi dalle elezioni. E dal presidente Barack Obama arriva un messaggio ancor più chiaro chiaro: fate presto. Lo schema a cui si lavora non è il salvataggio toccato alla Grecia: piuttosto punta ad allentare la pressione degli spread, che sono a livelli di guardia, su Spagna e Italia e permettere ai due Paesi di proseguire con le riforme.

"Si sta riflettendo - spiega il premier italiano Mario Monti - sull'ipotesi di usare il fondo salva-Stati, che finora ha concesso solo prestiti, per comprare titoli di Stato sul mercato e abbassare gli spread. Monti parla di meccanismi che aiutino "Paesi che sono in regola con le norme di finanza, come l'Italia, a vedere riconosciuti" i loro sforzi "in termini di meno abnormi livelli di spread".

E il premier avverte: "per l'Italia il tema bailout (il salvataggio, ndr) non si pone proprio. Per la Spagna limitatamente alle banche".

Il dossier passa ora al vertice a quattro di venerdì a Roma, quando Monti riceverà i leader di Germania, Francia e Spagna. E poi al consiglio Ue di fine mese, da cui il G20 si aspetta almeno una 'road map' che assomigli molto alla svolta attesa. Se il premier spagnolo Mariano Rajoy si dice "soddisfatto", è evidente il sostegno a Monti da parte del presidente francese Francois Hollande: "l'Italia ha lanciato un'idea che merita di essere considerata. Ne parleremo a Roma", dice il francese che invita a considerare un ruolo della Bce.

Di fatto, è una sorta di accerchiamento nei confronti della cancelliera tedesca Angela Merkel, che forse non a caso non ha rilasciato dichiarazioni, nè in un senso nè nell'altro, a vertice concluso. L'uscita degli Usa non ha trovato ancora commenti dai tedeschi, ma sulla reazione tedesca alle indiscrezioni sull'uso del fondo 'Efsf', che potrebbe richiedere nuove immissioni di capitale, c'è qualche interrogativo: fonti del Financial Times raccontano di una cancelliera che, sotto il pressing Usa-Ue, alla fine "potrebbe essere disponibile a fare di più". Poco dopo, tuttavia, un funzionario governativo tedesco ha smentito che vi sia stata "alcuna discussione su iniziative specifiche", forse un segnale di presa di distanza.

La presa di posizione tedesca non tarderà ad arrivare. Di fatto, l'uscita degli Usa mette forte pressione su Berlino, ma lo fa in un quadro globale vulnerabile a livelli da emergenza. I leader del G20 promettono di "agire insieme per rafforzare la ripresa", attraverso un "piano di azione per crescita e lavoro" che prenderà il nome proprio dalla località messicana di Los Cabos. Proprio per questo, è lo stesso comunicato finale del Summit in Baja California a chiedere un impegno dell'Eurozona a prendere "tutte le misure necessarie" per stabilizzare i mercati. Nessun impegno specifico è messo nero su bianco, come invece ha fatto l'uscita di Geithner, anche se nel comunicato si parla di misure europee contro il rischio di una spirale negativa innescata dal circolo vizioso fra banche e debito sovrano. E i Grandi si dicono esplicitamente a favore dell'unione bancaria a cui lavora l'Europa.



ATS
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