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LUGANO / GERMANIA

08/01/2014 - 15:59

Perché da noi questi prodotti costano il doppio?

Deodoranti, doccia-schiuma, tinte per capelli. Stessa marca, stesso prodotto a metà prezzo in Germania. E' giustificabile questa differenza notevole tra noi e loro? La risposta del presidente dell’ACSI, Antoine Casabianca

Articolo di p.d'a.




LUGANO / KARLSRUHE - Marketing: i tedeschi sono considerati tra i migliori a livello europeo. In Svizzera tedesca lo sanno bene. Non a caso sono in tanti, a Zurigo e non solo, gli esperti di tecniche di mercato importati dalla Germania. “Sono avanti, non c’è dubbio. Quello che per noi in Svizzera rappresenta una novità, di solito in Germania esiste già” ci ha detto un addetto del settore operante in Svizzera Tedesca, in occasione di un colloquio informale. “Un esempio banale? Vada all’Aldi in Germania. Basta schiacciare un bottone e sullo scaffale ti arriva il pane fresco, appena cotto”.

Noi in Germania siamo andati a fare un giro. Effettivamente la differenza di prezzo di moltissimi prodotti alimentari e non tra la Svizzera e la Germania risulta spesso ragguardevole. Nel nostro viaggio ci siamo imbattuti in un negozio della catena di drogherie "DM-Drogerie Markt", nel Baden-Württemberg, in una località ai margini della Foresta Nera. Abbiamo voluto dare un’occhiata ai prezzi dei prodotti di cura e di igiene per il corpo.

Premessa: il “dm” è una catena di drogherie leader in Germania che conta 43.930 collaboratori e ha una cifra di affari di 6,87 miliardi di euro all'anno.

Indicata la data dell’ultimo aumento dei prezzi effettuato - La nostra attenzione, una volta entrati nel negozio, cade subito sull’indicazione del prezzo dei prodotti esposti sugli scaffali. Oltre al prezzo, infatti, figura la data in cui il prodotto in questione ha subito l’ultimo aumento. Una sorta di "operazione trasparenza", che dall’ufficio stampa del "DM", la cui sede centrale si trova a Karlsruhe, ci spiegano così: “Nel 1994 DM ha introdotto un concetto, quello del “prezzo permanente”. Il prodotto messo in vendita, non può subire aumenti di prezzo per un lasso di tempo di almeno 4 mesi". “In tutti i casi il prezzo del prodotto può essere diminuito” - ha precisato il nostro interlocutore – “e queste informazioni vengono indicate sullo scaffale”.

“Mai vista questa indicazione da noi” - Su questo primo punto Antoine Casabianca, presidente dell'ACSI, l'Associazione dei Consumatori della Svizzera Italiana, ha dichiarato: "Qui da noi questa indicazione non esiste. Almeno, io non l'ho mai vista”. Casabianca resta tuttavia cauto su quella che noi abbiamo definito "operazione trasparenza" e preferisce non sbilanciarsi in giudizi di merito: “Penso che rientri in un’operazione di marketing in cui il venditore vuole comunicare al proprio cliente che di lui ci si può fidare. Ciò non toglie che noi, in un futuro prossimo, potremmo valutare ed esaminare se questa operazione possa avere un senso e un interesse anche da noi a tutela dei consumatori”.

Al "dm" quello che salta all'occhio sono senza dubbio i prezzi. Girando tra gli scaffali è impossibile non notare la differenza sostanziosa di prezzo tra i prodotti per la pulizia e l’igiene del corpo e, in generale di drogheria, applicati dalla catena tedesca e quelli da noi in Ticino e in Svizzera.

Nel nostro piccolo campione di prova abbiamo scelto alcuni prodotti  di marca identici e di largo consumo, in vendita sia in Germania sia in Svizzera. (cambio euro / franco a 1,23)

Cominciamo con il doccia schiuma Nivea Men in diverse fragranze (Sport, Energy, Sensitive, eccetera), 250 millilitri.

"DM" Baden-Württemberg: 1,35 euro = franchi 1,66

Denner Viganello: franchi 3,15

Manor Lugano: franchi 3,35

Differenza prezzo Denner / DM: 1,49 Franchi (+ 90%)

Differenza prezzo Manor / DM: 1,69 Franchi (+102%)

Deodorante Nivea Deo Dry Comfort/ pure invisible

"DM" Baden-Württemberg: entrambi a 1,75 euro = franchi 2,15

Coop Breganzona: dry comfort 3,45 franchi

Denner Viganello: dry comfort 3,45 franchi

Manor Lugano: dry comfort 3,45 franchi

Differenza prezzo: 1,30 Franchi (+60%)

Nivea deodorante "pure invisible"

Coop Breganzona:  3,95 franchi

Manor Lugano: 3,95 franchi

Denner Viganello: non trovato in assortimento

Differenza prezzo: 1,80 Franchi (+84%)

Tinta per capelli L'Oreal Paris "Préférence" in diverse sfumature di colori

DM Baden-Württemberg: 6,45 euro = franchi 7,94

Manor Lugano: 16,80 franchi

Differenza prezzo: 8,86 franchi (+112%)

Il tenore di vita  - Ad Antoine Casabianca abbiamo chiesto il motivo per cui sussistono differenze di prezzo così significative. "Vede, in questo settore, ossia quello dei prodotti per la cura e l'igiene del corpo, sono state calcolate dal cosiddetto "barometro dei prezzi" differenze che vanno addirittura dal 60% al 300%. Questo succede perché a fissare i prezzi sono gli importatori, che tengono conto delle indicazioni della marca produttrice dell'articolo. I prezzi vengono definiti non in funzione del costo di produzione, ma sulla capacità di acquisto del mercato in cui gli articoli vengono esportati. In Svizzera il tenore di vita è molto elevato e perciò i prezzi risulteranno più alti. Le faccio un esempio semplice per capirci: lo stesso identico prodotto Nivea che in Germania costa 1,35 euro, in Zimbabwe costerà 0,25. Le aziende, quindi, si giustificano dicendo che, per riuscire ad adottare queste politiche in base al potere d'acquisto del singolo mercato, devono far pagare di più i loro prodotti a chi può permetterselo".

Oneri sociali per dipendenti in Svizzera tra i più bassi d’Europa - Tutto chiaro e comprensibile. E' ovvio chiedersi se tra Svizzera e Germania vi è, in effetti, una differenza di potere di acquisto così importante, che può raggiungere, addirittura il 300% e se questa differenza può essere giustificata. "Diciamo che il 15-20% di differenza di prezzo è ammissibile - ha dichiarato Casabianca - I costi di affitti e terreni, in Svizzera, sono senza dubbio più alti rispetto alla Germania. Così non è vero, però, per gli oneri sociali. Gli oneri sociali che sono chiamati a versare i datori di lavoro ai loro dipendenti nel nostro Paese sono i più bassi d'Europa: in Italia, per fare un esempio, si va dal 60 al 70%, da noi ci si ferma al 20%".

Gli importatori - "In realtà - ha continuato Casabianca - a contribuire all'aumento c'è un cosiddetto "super margine" che viene incamerato dall'importatore. E questo dà fastidio a molti commercianti svizzeri, tanto è vero che, di certe marche di prodotti di igiene del corpo, nel recente passato Coop e Migros si sono decisi di sbarazzarsene. Se poi i consumatori si unissero per boicottare quei prodotti troppo cari, chiaramente una certa pressione verrebbe esercitata. Il problema di fondo è che il mercato svizzero è troppo piccolo per poter sortire un effetto sostenuto. Solo la Migros o la Coop lo potrebbero fare perché hanno in mano il 20/30% del mercato e questa forza un importatore potrebbe percepirla. Negli ultimi mesi, su alcuni prodotti, i distributori sono riusciti ad abbassare i prezzi dal 5 al 20%. I consumatori, da quando si sono svegliati e hanno istituito il barometro dei prezzi degli stessi prodotti venduti in Germania, Italia, Austria e Francia, qualcosa sta cambiando".

Il barometro dei prezzi - La comparazione dei prezzi effettuata secondo il cosiddetto "barometro dei prezzi" non è cosa semplice. "Il prodotto comparato, innanzitutto, deve essere identico", ha precisato Casabianca. Ed è su questo punto che il lavoro si sta facendo più arduo. "Succede, infatti, che per non essere confrontati gli uni con gli altri, i produttori hanno cominciato a prendere delle contromisure. Una su tutte: dare un nome diverso allo stesso prodotto. Le faccio un esempio: Lei acquista un frigorifero. In Svizzera questo elettrodomestico avrà, ora invento, il nome di "Indesit plus", mentre in Germania, lo stesso identico articolo si chiamerà "Indesit Meno"". Lo stesso prodotto avrà due prezzi diversi, ma non potrà più essere sottoposto al raffronto. Questo proprio per evitare i confronti diretti che vengono poi pubblicati nel barometro dei prezzi. Nell'ultimo rilevamento, su 160 prodotti del tempo libero, soltanto 20 erano identici. Tutti gli altri risultavano differenti e non è stato possibile effettuare un raffronto. Perché se lo si avesse fatto il produttore avrebbe potuto fare causa".

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ULTIMO COMMENTO
Noce - 9 Gennaio alle 10:49
Di recente mi è capitato di passare in un centro commerciale Tedesco (no discount):

- Pasta italiana Buitoni ad un prezzo inferiore a quello praticato a Varese.

-Broccoli di Origine Italiana, idem.

Non è solo questione di salari (in particolare in Ticino), IVA ...... sono probabilmente in parte scelte commerciali, in parte efficienze del sistema degli acquisti e distributivo, scelte di marketing vs paesi e popoli più o meno parsimoniosi....e una buona dose di onestà/disonestà del mondo del commercio.....


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