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CINA

23/06/2012 - 15:03

La Cina investe sempre più nel mondo

Pechino punta alle materie prime





PECHINO - La Cina, assetata di materie prime per le sue imprese, essenziali per la prosecuzione del forte sviluppo del paese, investe sempre più soldi in tutto il mondo. A rilevarlo è un rapporto del Centro Studi della Confindustria italiana (CSC) che analizza nel dettaglio il trend di espansione degli investimenti della Repubblica Popolare all'estero.

Forte della sia posizione di prima potenza industriale (con il 21,7% di quota sulla produzione mondiale), la Cina da anni si muove sullo scacchiere globale con le sue imprese per garantirsi l'approvvigionamento di materie prime, attraverso investimenti diretti all'estero (IDE) e contratti. Il CSC spiega che gli IDE realizzati dalle imprese cinesi, per lo più a controllo statale, sono in costante crescita: dai 10,2 miliardi di dollari nel 2005 ai 72,7 nel 2011, per un totale di 309 cumulati in sette anni dal 2005 al 2011.

Per la quasi totalità sono indirizzati all'estrazione, alla lavorazione e all'invio in Cina di energia, metalli e altri input primari di origine agricola e non. Nel periodo 2005-2011 144,7 miliardi di dollari sono stati investiti nel campo dell'energia (carbone, gas, petrolio, energie alternative), 79,9 nei metalli (ferro, acciaio, rame, alluminio), 6,6 nell'agricoltura. Le risorse naturali hanno quindi assorbito nel complesso il 75% degli IDE cinesi.

Gli investimenti cinesi in risorse naturali sono effettuati senza particolari vincoli geopolitici o di distanza geografica. Le quote nei vari continenti sono tra loro molto simili, con America del Nord e del Sud intorno al 15% del valore dei 7 anni, due punti percentuali sopra Europa, Oceania e Africa (intorno al 13%) e una netta prevalenza della quota destinata all'Asia (28,1%), che è il continente più vasto.

Tra i vari paesi l'Italia è una destinazione irrisoria degli investimenti cinesi. Solo uno tra quelli realizzati nel 2005-2011 (294 in totale) è stato fatto in Italia (250 milioni di dollari, nel settore delle costruzioni). E solo uno dei contratti (su 124) è stato siglato con un'impresa italiana (970 milioni di dollari, nel settore delle telecomunicazioni).

Grazie alla rapida crescita degli ultimi anni, conclude Confindustria, la Cina sta quindi scalando la classifica dei paesi che generano i maggiori flussi di Ide in uscita. Nel 2010 è salita al quarto posto, con il 5,1% del totale mondiale. Resta, però, dietro alla Francia (6,4%) e alla Germania (7,9%). E gli USA sono lontani (24,9%).

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