Widmer-Schlumpf: "Nuvole nere all'orizzonte"

Intervista alla Consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf dopo il "No" alla lex Usa del Consiglio Nazionale
BERNA - La “lex Usa” è morta. Una sconfitta per Eveline Widmer-Schlumpf. Secondo lei, ora, la situazione della Svizzera è tutt’altro che facile.
Onorevole consigliera federale, è molto delusa dopo la netta sconfitta della legge?
"Eveline Widmer-Schlumpf: È molto difficile, sì. Anche per tutti i collaboratori che si sono impegnati molto. Siamo tutti convinti che sarebbe stata una buona soluzione per il passato. Ma ora, la situazione è com’è e bisogna accettarla".
Quanto è pericoloso questo risultato per la piazza finanziaria svizzera?
"Non voglio fare molti pronostici e non voglio nemmeno spargere voci negative. Ma vedo delle grosse difficoltà all’orizzonte. Penso che tutti ne sono consapevoli dopo queste lunghe discussioni".
Ci saranno fallimenti e disoccupazione?
"Non è possibile dirlo ora. Adesso si tratta di analizzare la situazione".
Ora il Consiglio federale deve prendere una decisione. Cosa può intraprendere?
"Cercheremo di fare quello che c’è da fare nel quadro legislativo esistente. Preparerò una proposta per il Consiglio federale".
Allora, il Consiglio federale non può fornire i dati richiesti dagli Stati Uniti?
"Una parte è possibile trasmetterla grazie a un’ordinanza oppure tramite un’autorizzazione in base all’articolo 271 del codice penale. Ma sono delle possibilità limitate. È così".
Come agirete ora? Dovete comunicare quanto accaduto agli Usa?
"Gli americani hanno seguito da vicino il dibattito in parlamento. Sanno che si è deciso per un no. Ora dobbiamo spiegarlo bene. Ci aiuterà un po’ la dichiarazione diretta, ma non è un fattore decisivo".



