Amy Macdonald stregata da Locarno

Venerdì 5 luglio la cantautrice scozzese tornerà a esibirsi in Piazza Grande sul palco di Moon and Stars. E questa volta vuole visitare il Ticino
LOCARNO - Esattamente un anno fa ha dato alle stampe il suo terzo album, “Life In A Beautiful Light” (Mercury/Universal), all’interno del quale ha raccolto dodici composizioni: sonorità folk-pop oriented e testi di buona fattura, nel mezzo dei quali, brano dopo brano, s’intuisce un’ulteriore maturazione compositiva.
Amy Macdonald, a soli 20 anni, aveva già le idee in chiaro, tant’è che il singolo “This Is The Life”, nonché title-track del suo album di esordio, nel 2007 la portò in vetta alle classifiche internazionali… Nel tempo ha continuato per la sua strada, evitando cambiamenti di rotta, con una chitarra acustica, una manciata di accordi e una vocalità vellutata, senza mai inciampare in un passo falso… “Il segreto del mio successo? Non saprei… - ammette - So che nel mio lavoro tento di dare sempre il meglio di me stessa e, con ogni probabilità, il pubblico questo lo ha percepito fin dal mio ingresso nell’industria musicale…”.
Amy, come potresti descrivere il tuo terzo album, “Life In A Beautiful Light”?
"Si tratta di un disco estremamente positivo, solare… Nel momento del concepimento dei brani ero molto felice"
Ti senti tuttora così o nella tua vita qualcosa è cambiato?
"La vita cambia in ogni istante… Però, sì, sono felice"
Il titolo del disco è curioso, poiché scorre accanto a quello del tuo album di esordio, “This Is The Life” (Decca, 2007)… Analizzati insieme, lasciano intuire stati d’animo differenti…
"Ero al mio primo lavoro e il timore di non piacere al pubblico mi attanagliava"
Quali sono le maggiori influenze musicali confluite in questa tua terza produzione?
"Bruce Springsteen e Mumford & Sons"
All’inizio della tua carriera, chi erano i tuoi punti di riferimento?
"Torno a citare Springsteen, ma aggiungerei anche Oasis e Travis"
Sei già alle prese col materiale destinato al tuo quarto album?
"No, e non so nemmeno quando mi metterò al lavoro… Alla fine del tour, che mi terrà occupata fino al mese di novembre, mi prenderò un lungo periodo di pausa… D’altra parte, i miei ultimi sei anni sono stati molto intensi… Ho girato il mondo più volte, e ora è arrivato il momento di fermarmi".
Cosa farai?
"Resterò a casa mia, nei pressi di Glasgow… Ne sento davvero la necessità"
Lo scorso mese di febbraio, a Montreux, hai preso parte al concerto in omaggio a Claude Nobs… Qual è il tuo ricordo di Funky Claude?
"Fu un caro amico… Fuori dal Regno Unito, fu uno dei primi a credere nella mia musica"
Il tuo primo concerto a Locarno, sempre nell’ambito di Moon and Stars, risale al 2009… Cosa ricordi di quella sera?
"La piazza era magnifica, come il pubblico, del resto… Ti confesso che in pochissime altre località ho respirato la medesima atmosfera"
In quell’occasione, avevi avuto modo di visitare i dintorni di Locarno o il Ticino in generale?
"Purtroppo no, ma cercherò di farlo il 5 luglio"
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