G8, c'è l'impegno per lo scambio automatico dati fiscali

Stilata, nella bozza conclusiva del summit, un vademecum in 10 punti
LOUGH ERNE - I paesi del G8 si impegnano a stabilire "uno scambio automatico di informazioni tra autorità fiscali", in base a "nuovi standard mondiali" e lavoreranno con l'Ocse per "sviluppare rapidamente un modello multilaterale" che faciliti il processo. Lo si legge nella bozza conclusiva del summit.
È un vero e proprio vademecum in 10 punti quello messo a punto per sostenere quelle '3T' - Tax, Trade e Trasparency - fortemente volute dalla presidenza Gb di David Cameron. Un vademecum per "dare linfa" all'economia, alla crescita e al lavoro che passa soprattutto per la lotta all'evasione ed ai paradisi fiscali, impegnando i leader a lavorare sullo "scambio automatico di informazioni fiscali".
Ecco i dieci punti del documento di Lough Erne:
- Le autorità fiscali di tutto il mondo dovrebbero condividere, automaticamente, le informazioni per combattere la piaga dell'evasione fiscale.
- I paesi dovrebbero cambiare le regole che consentono alle loro società di spostare i propri profitti oltre frontiera per evitare di pagare le tasse mentre le multinazionali dovrebbero rendere noti dove realizzano i propri profitti e a che tipo di tassazione sono sottoposti.
- Le aziende dovrebbero essere consapevoli della propria struttura societaria, che dovrebbe anche essere chiara per le autorità.
- I paesi in via di sviluppo dovrebbero avere le informazioni e la capacità di raccogliere le tasse che sono loro dovute e di loro competenza, e gli altri paesi hanno il dovere di aiutarli.
- Le compagnie operanti nel settore dell'estrazione dovrebbero comunicare ogni pagamento a tutti i governi e questi ultimi dovrebbero pubblicare le entrate derivanti da queste società.
- I minerali dovrebbero essere ricercati in modo legittimo e non estratti nelle zone di conflitto.
- Le compravendite di terra dovrebbero essere trasparenti nel rispetto dei diritti di proprietà delle comunità locali.
- I governi dovrebbero astenersi da atteggiamenti protezionistici e promuovere nuovi accordi commerciali per sostenere la crescita ed il lavoro mondiale.
- I governi dovrebbero tagliare le burocrazie inutili alle frontiere e rendere più rapidi i movimenti di beni tra i paesi in via di sviluppo.
- I governi dovrebbero pubblicare le informazioni sulle leggi, i bilanci, le spese, le statistiche nazionali, elezioni e appalti pubblici in modo che sia più facile per i cittadini venirne a conoscenza.





