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SISA: "Demolition Branda, con l'affaire Bacchica la misura è colma"

Il Sindacato prende posizione sulle limitazioni imposte dal Municipio alla festa della vendemmia
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SISA: "Demolition Branda, con l'affaire Bacchica la misura è colma"
Il Sindacato prende posizione sulle limitazioni imposte dal Municipio alla festa della vendemmia
BELLINZONA - Nella giornata in cui si dovrebbe decidere il futuro della Bacchica a Bellinzona, anche il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) apre bocca sull'argomento e chiede al Municipio e in modo particolare al dicas...

BELLINZONA - Nella giornata in cui si dovrebbe decidere il futuro della Bacchica a Bellinzona, anche il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) apre bocca sull'argomento e chiede al Municipio e in modo particolare al dicastero giovani, di "invertire la rotta finora delineata, o meglio, di idearne finalmente una, finendola di sacrificare la collettività a favore dei pochi facoltosi del centro cittadino".

 

L'alternativa, per il Sindacato, è un futuro distopico, "una triste trasposizione nella realtà dell'asettica, sterile ed esanime società in cui si ritrova Sylvester Stallone in 'Demolition Man'". E SISA, in tutto ciò accusa il Municipio di Bellinzona, reo di aver ingaggiato "una vera e propria lotta contro il divertimento cittadino, mietendo regolarmente le sue vittime".

 

L'ultima di queste, appunto, sarebbe la festa della vendemmia, meglio conosciuta come Bacchica, a cui sono state imposte le 23:30 quale orario di chiusura. Una restrizione che sta facendo riflettere i promotori della manifestazione sul da farsi, visti gli scompensi finanziari che una tale limitazione comporterebbe.

 

Un caso, quello della Bacchica, non isolato, come ricorda il Sindacato. Prima della Bacchica, a subire pesanti limitazioni in termini di orari erano, vi sarebbero infatti stati il concerto di Davide Van De Sfroos; il Beatles Days; la musica nei locali e le attività culturali alternative come lo Street Art.

 

Il SISA, insomma, prende posizione e lo fa nei confronti di quella che vede come una "politica totalmente miope e repressiva nei confronti del bisogno di socializzazione espresso dai giovani (nel corpo e nello spirito), i quali richiedono un'ambiente cittadino più animato e libero da queste restrizioni sul divertimento".

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