Cerca e trova immobili
BERNA

Bocciata la "Lex Usa"

Respinta l'entrata in materia
Foto d'archivio (Keystone)
Bocciata la "Lex Usa"
Respinta l'entrata in materia
BERNA - Questa volta la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf non ce l'ha fatta a convincere gli indecisi, come accaduto la settimana scorsa agli Stati. Con una maggioranza netta - 126 voti a 67 e 2 astensioni - il Nazionale ha optato...

BERNA - Questa volta la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf non ce l'ha fatta a convincere gli indecisi, come accaduto la settimana scorsa agli Stati. Con una maggioranza netta - 126 voti a 67 e 2 astensioni - il Nazionale ha optato stamane per la non entrata in materia sulla "Lex Usa", la legge federale urgente presentata dal Consiglio federale per agevolare la ricerca di una soluzione nella vertenza che oppone alcune banche elvetiche al fisco americano, già approvata dagli Stati. Se non è un "de profundis", poco ci manca.

Il dossier ritorna ora alla Camera dei cantoni. La commissione dell'economia e dei tributi si ritroverà nel pomeriggio per riesaminare il dossier, già analizzato in lungo e in largo in precedenti deliberazioni.

Qualora i "senatori" - domani - dovessero ribadire la decisione di mercoledì scorso, la Camera del popolo tornerebbe ad esaminare il tema; un altro "no" all'entrata in materia significherebbe la "condanna a morte" pura e semplice del progetto governativo. Visti i rapporti di forza in questa camera, il destino della legge urgente appare dunque segnato.

Il "miracolo" insomma non si è riprodotto; troppo grandi infatti le incognite sulle conseguenze di un "sì", troppo grande la reticenza verso una legge che indebolisce la protezione dei dati per collaboratori, avvocati e fiduciari, contiene elementi retroattivi e in definitiva, secondo alcuni, non dà alcuna certezza che la vertenza fiscale venga risolta una volta per tutte.

A far pendere la bilancia dalla parte dei "no" è stato anche il modo con cui si è giunti a questa legge urgente, percepita come l'ennesimo attacco alla sovranità elvetica da parte di un Paese abituato ad imporre la propria volontà; un diktat insomma.

"Facciamo questa legge su pressione degli Stati Uniti", ha detto senza giri di parole Christoph Blocher, parlando di una vera e propria "capitolazione" scusabile in caso di guerra, ma non in una situazione normale. Insomma, per Blocher "non si fa, non si fa". "Non avete argomenti, ma paura" ha rincarato il vicepresidente dell'UDC rivolgendosi ai membri dei gruppo favorevoli alla legge, ossia PPD, Verdi, Verdi liberali e PBD.

Ma il vero incubo per Blocher, come anche per altri oratori, è il precedente che una simile legge rischia di creare: dopo gli Stati Uniti, altri Paesi potrebbero infatti pretendere dalla Svizzera un trattamento di favore simile. Blocher ha citato alcune dichiarazioni della Cancelliera tedesca Angela Merkel, molto interessata a questa vicenda. E dopo la Germania, potrebbe essere il turno della Francia...

Nel suo intervento Andrea Caroni (PLR/AR) ha messo in dubbio la necessità di ricorrere a una legge urgente quando il Consiglio federale potrebbe decidere, sulla base di un'eccezione all'articolo 271 del Codice penale ("Atti compiuti senza autorizzazione per conto di uno Stato estero"), di autorizzare le banche a fornire i dati richiesti dagli Stati Uniti, come già accaduto in altri casi.

Oltre a malmenare lo stato di diritto e il processo democratico, obbligando il parlamento a decidere su un oggetto senza il tempo di approfondirlo, Caroni ha sottolineato i possibili danni alla nostra politica estera. Se cediamo al minimo "ruggito", altri Paesi potrebbero imitare gli Stati Uniti.

Anche il PS ha criticato la procedura scelta dalla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf, procedura che sospende il diritto elvetico ancora una volta per permettere alle banche che hanno sbagliato di togliersi d'impiccio. Insomma, così non va ha detto Susanne Leutenegger-Oberholzer (PS/BL), secondo cui le banche vanno richiamate alle loro responsabilità.

Per i fautori della legge si tratta di scegliere il male minore. La legge urgente, della validità di un anno, darà alle banche che lo desiderano la possibilità di mettersi in regola con il fisco americano senza violare il diritto elvetico. In caso di "no", si rischia una cascata di procedure penali negli Stati Uniti, con danni enormi alla reputazione delle banche e conseguenze anche sull'impiego in Svizzera.

"Nessuna banca finita nelle maglie della giustizia americana è sopravvissuta", hanno messo in guardia diversi oratori. "Meglio una penalità che la pena di morte", ha detto Dominique De Buman (PPD/FR) spiegano che la legge dà la facoltà agli istituti di mettersi in regola pagando una multa che non dovrebbe metterne in pericolo l'esistenza.

Per i Verdi, la legge fornisce un quadro legale per la trasmissione dei dati sui quali gli Americani metteranno le mani, qualsiasi cosa decida il parlamento. La legge urgente, inoltre, aumenta la protezione dei collaboratori e dei terzi - avvocati e fiduciari - ha dichiarato Antonio Hodgers (Verdi/GE), il quale ha rinfacciato al PLR di difendere avvocati e fiduciari e voler iscrivere il segreto bancario nella Costituzione, quando le banche vi stanno rinunciando.

Chiamata in causa, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf ha snocciolato gli argomenti già esposti agli Stati. In particolare ha negato che il Consiglio federale avrebbe potuto fare a meno di una legge speciale, dal momento che il famoso articolo 271 del CP concerne solo i collaboratori di un istituto e non avvocati e fiduciari.

La ministra di giustizia ha precisato che la trasmissione dei dati riguarderà quelle persone che hanno violato il diritto fiscale americano, quando sapevano che trattare con clienti USA era diventato assai rischioso, specie dopo il caso UBS del 2009. "Non si tratta di innocenti", ha spiegato la ministra del Partito borghese democratico. Per Widmer-Schlumpf è necessario evitare una "escalation" che potrebbe causare enormi danni alla nostra piazza finanziaria. Le legge serve proprio a minimizzare tale rischio.

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE