Rossi, l'extraterrestre diventato un velocissimo terrestre

Il Dottore divide nella speranza che riesca a colmare i due-tre decimi di ritardo
BARCELLONA (Spagna) - Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Il rendimento di Valentino Rossi in questa prima parte di Mondiale MotoGP fa discutere. Il quarto posto di Barcellona giunto in condizioni "normali" ha evidenziato ancora una volta quanto il "dottore" sia lontano dai primi tre, come tempi, come guida, come limite. Chi pensava che Rossi potesse lottare per il titolo sin da subito, a dire il vero pochi, deve ricredersi e alla svelta.
Rossi normalizzato - È un Rossi normale e a questo non ci si riesce ad abituare. Il primo dei non eletti che in questo caso sarebbero Pedrosa, Lorenzo e Marquez che ne hanno e e vanno molto di più del pilota di Tavullia. Se negli ultimi due anni era la Ducati, quest'anno l'aver ritrovato la Yamaha ufficiale non ha cambiato lo status di Rossi che non "vede" il podio. E molto probabilmente se Crutchlow fosse rimasto in piedi gli sarebbe finito davanti con la stessa moto ma del team clienti.
Pro e contro - A questo punto il partito degli appassionati e degli addetti ai lavori si divide tra i pessimisti e gli ottimisti. Per i primi questo è il massimo a cui un Rossi in là con gli anni può aspirare: podio se tutto va bene, vittoria come una chimera. Per i più nostalgici che pensano positivo è solo una questione di tempo per togliere ancora un po' di ruggine e poi Rossi se la giocherà per vincere, magari non un titolo, ma almeno qualche gara sì.
Ruggine - Quel che è certo è che manca ancora tanto. Due-tre decimi a questi livelli sono un'eternità e le qualifiche dimostrano che Vale non ci riesce a tenere il ritmo alto neanche sul giro secco che poi non è stato mai il suo forte. Ma partendo indietro si espone alle cariche kamikaze dei carneadi, vedi Bautista, e facendo fatica a trovare il ritmo con le Bridgestone dei primi giri pregiudica ogni chances di successo (nel suo caso lottare per il podio) nonostante finisca in crescendo.
Attesa - Ancora qualche gara di tempo allora per capire se quei due-tre decimi possano essere davvero limati oppure si dovrà cominciare a convivere con l'idea che Rossi sia questo: un extraterrestre con la moto diventato con l'età un velocissimo terrestre. (ITM)



