Carovana della libertà: l'illegalità della Lega

di Sergio Roic
Sul “Mattino della domenica” di oggi, 16 giugno, i leghisti si dicono pronti a organizzare una nuova e seconda carovana della libertà. La prima, come tutti i ticinesi ricordano, riuscì più che altro a bloccare un’autostrada molto trafficata e a innescare un duro confronto con la polizia, accorsa per impedirla, in quanto illegale.
Ora, i ticinesi si chiedono: visto che la Lega dei ticinesi è il partito di maggioranza relativa per quel che concerne il governo cantonale e lo è anche a Lugano, come mai la stesa Lega deve minacciare “carovane della libertà” per far valere le sue “ragioni”? Forse preconizza le carovane e si serve delle minacce, fra l’altro in un momento di particolare e continuo intasamento delle strade, perché la sua “politica”, inconcludente e declamatoria, non riesce a risolvere nessun problema dei ticinesi?
Un altro aspetto, e non il meno importante, è questo: come mai il consigliere nazionale Lorenzo Quadri, direttore del “Mattino” e uno dei promotori della campagna per l’educazione civica nelle scuole ticinesi (l’educazione civica non insegna, forse, a rispettare leggi e regole?), si permette di minacciare un’iniziativa illegale e in che modo la giustificherà al suo “collega di movimento” Norman Gobbi, consigliere di stato responsabile delle istituzioni ticinesi? Non ci è dato infatti sapere se questa seconda carovana della libertà sarà organizzata magari in accordo col Dipartimento delle istituzioni ticinesi che, chissà, potrebbe anche chiudere un occhio…




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