Bankia nella bufera, authority apre inchiesta
Ieri il titolo della banca nazionalizzata spagnolo era arrivata a scambiare 49,3 milioni di azioni, oltre il doppio di quelle in circolazione, per un valore di 37,5 milioni. Intanto l'autorità di borsa ha aperto l'inchiesta per verificare che le operazioni condotte dai grandi fondi d'investimento, a scopo speculativo, non abbiano violato la normativa e provocato le forti oscillazioni degli ultimi giorni.
A partire dal 28, quando si concluderà il processo di ricapitalizzazione avviato, Bankia subirà quindi un'autentica metamorfosi nella sua quotazione. Fonti di mercato assicurano che i titolari delle azioni preferenziali, che hanno già perduto il 38% del valore azionario all'indomani della nazionalizzazione, dovranno far fronte a ulteriori perdite superiori al 60%. E oggi il presidente di Bankia ha segnalato che, indipendentemente dai valori su cui si muovono i titoli, gli investitori devono tenere a mente che il valore di riferimento deve essere fra 0,7 e 0,8 euro, in linea con le quotazioni delle altre banche spagnole.Intanto i presidenti dei principali istituti di credito iberici, Emilio Botin del Santander, Isidro Fainè di CaixaBank e Francisco Gonzalez del BBVA, sono stati interrogati oggi in veste di testimoni dal giudice dell'Audiencia Nacional, Fernando Andreu, che istruisce l'inchiesta sulla fusione e l'esordio in Borsa di Bankia, un anno prima del crack finanziario da 22 miliardi di euro.
I tre testimoni hanno confermato di essere stati ascoltati il 4 e il 6 maggio del 2012 - nel fine settimana epicentro della crisi terminata con l'uscita del presidente di Bankia, Rodriguo Rato - dal ministro di economia, Luis de Guindos, per parlare della preoccupazione esistente nei mercati sulla situazione della banca.
I tre banchieri, secondo fonti giudiziarie citate dall'agenzia Efe, hanno segnalato che nelle riunione, alle quali era presente lo stesso Rato, si valutò la necessità di ricapitalizzazione dell'ente e gli aiuti necessari per evitare la nazionalizzazione. Sia Botin sia Gonzalez hanno riconosciuto che la percezione generale era che i 7 miliardi di euro di aiuti prospettati dall'allora presidente Rato fossero insufficienti a garantire la solvenza della banca.




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