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"Noi, ragazzi da streetdance"

Domani a Locarno primo appuntamento con il progetto Sound2be. Tutti in strada a scatenarsi con la streetdance
Andrea Pellerani
"Noi, ragazzi da streetdance"
Domani a Locarno primo appuntamento con il progetto Sound2be. Tutti in strada a scatenarsi con la streetdance
LOCARNO - Tutto è iniziato per strada. Per essere più precisi presso una scacchiera a Locarno. Lì è nato il sogno di Michel Lapiccirella, insegnante di ballo. Insieme ad alcuni amici trascorreva i pomeriggi in capriol...

LOCARNO - Tutto è iniziato per strada. Per essere più precisi presso una scacchiera a Locarno. Lì è nato il sogno di Michel Lapiccirella, insegnante di ballo. Insieme ad alcuni amici trascorreva i pomeriggi in capriole acrobatiche a ritmo di musica. Un sogno che oggi diventa realtà con il progetto Sound2be: domani a Locarno nella zona del Debarcadero tutti gli appassionati di streetdance potranno esibirsi in scatenati breakdance o hip-hop. Gli altri appuntamenti sono il 22 giugno a Bellinzona (Piazza del Sole) e il 27 luglio a Lugano (Lungolago).

Tre location  all’aria aperta. Ed è lo stesso ideatore di Sound2Be a spiegarci il senso di questa scelta: “Spesso la strada ha una connotazione negativa. È il posto dove si vedono molti giovani ubriacarsi, fumare per terra o bivaccare senza fare nulla. La mia intenzione è quella di presentare la strada in un'ottica positiva, dove si possono realizzare cose belle, come appunto il ballo. Nel mondo esistono posti in cui si balla per strada tutti i giorni, basti pensare a realtà come Cuba o il Brasile".

Domani a Locarno ci saranno almeno una settantina di persone. In molti hanno risposto all’appello lanciato nelle scorse settimane. Non ci saranno solo ragazzi che arrivano dalle scuole di danza, ma anche semplici appassionati di streetdance. “La breakdance farà la parte da leone – ci spiega Michel Lapiccirella - ma ci sarà anche hip-hop, reggae e altri balli. Si tratta di balli creativi, dove ognuno esprime se stesso. In fondo si tratta di un tipo di ballo dove non bisogna seguire delle regole precise ma tutto è lasciato alla libertà di espressione del singolo ballerino".

E chi di fronte a capriole, salti e acrobazie storce il naso sventolando la bandiera del pericolo Michele Lapiccirella tranquillizza: “La breakdance è dieci volte meno pericolosa di qualsiasi sport di contatto. Gli infortuni sono rarissimi, al limite ci puo' essere qualche livido blu”.  Parola di uno che fa salti mortali da tanti anni.

Il più giovane (11 anni) col sogno americano
Simone Nizzola,(11 anni di Tremona). È il più giovane tra i ballerini di breakdance. Ha iniziato tre anni fa quasi per gioco. “Ero andato un po’ per curiosità a una prima lezione a Chiasso. Alla fine il ballo mi ha preso tantissimo.  È il mio modo di esprimermi. Quando ballo mi sento più libero, più felice”. Nonostante la giovane età, non ha mai avuto paura di farsi male. “Quando inizio un movimento azzardato o un salto mortale il timore c'è sempre, ma è importante riuscire a superarlo altrimenti non si riesce a fare nulla”. Il suo sogno è quello di partecipare negli Stati Uniti alla Red Bull BC One (manifestazione internazionale di breakdance a cadenza annuale sponsorizzata dall'azienda Red Bull, n.d.r), e per farlo si allena 15 ore a settimana. “È una gara uno contro uno, una gara a livello mondiale, e se vinci sei davvero il più forte. Il prossimo 2 giugno parteciperò alla BC One a Zurigo”.

Marvin (21 anni), tutto iniziò con un film
All'età di sette anni ha iniziato a ballare hip-hop. Poi è arrivato il film "Street Dance Fighters" e per lui si è aperto un mondo. "Volevo diventare come i ragazzi di quel film - ci racconta Marvin De Vera (21 anni di Tenero) - Quando sono arrivato in Ticino ho visto alcuni ragazzi per strada che ballavano la breakdance e ho chiesto di insegnarmi alcuni passi elementari. Da quel giorno mi alleno almeno una decina di ore a settimana". Sono passati cinque anni da quel giorno, e oggi Marvin è un ballerino professionista. "Il mio sogno - ci spiega - è di perfezionarmi sempre di più, raggiungere livelli alti e insegnare ballo nelle scuole". Alla domanda perché lo fai, la risposta è immediata: "Perché mi piace la creatività. Tutti i movimenti del ballo sono frutto della mia personalità". Il suo sogno: "Vorrei che la breakdance fosse più diffusa in Ticino".

Christel (19 anni) stella dell’hip-hop
Balla la hip-hop da quando aveva 6 anni e oggi partecipa a diverse competizioni. Da un anno si è buttata anche sulla breakdance. Christel Balzano (19 anni di Cama, Grigioni) si racconta: "Ero praticamente una bambina. Mia madre era amica della mia attuale coreografa. Mi portò a una sua lezione e da quel giorno non ho più smesso". Per l'hip-hop Christel ha una vera e propria passione. "È un ballo che permette di esprimere la propria personalità, e poi è bellissimo l'ambiente che si crea durante l'esibizione, la presenza del gruppo e i movimenti che facciamo tutti insieme. La breakdance invece è un ballo molto più individuale, lì liberi davvero la tua creatività “. In Ticino ci sono diverse crew di ballo, e Christel le conosce tutte. "Mi piacerebbe poter diffondere la cultura dell'hip hop in Ticino, e soprattutto vorrei che tra i vari gruppi ci fosse meno rivalità e ci si trovasse tutti insieme a ballare".

Elia, Mister breakdance
In passato è stato finalista a Mister Svizzera. Lo aveva fatto per divertimento. Ed è con lo stesso spirito che Elia Pallone (29 anni di Locarno) da 11 anni pratica la Breakdance. "Quando ho iniziato non esistevano scuole. Avevo visto dei videoclip su MTV. Ero giovane, un po' pazzo, e mi sono buttato". "Quello che mi piace della breakdance è stare a testa in giù, fare le capriole, insomma un po’ i numeri circensi. Non è un ballo pericoloso, però bisogna conoscere i limiti del proprio fisico. Per i numeri a testa in giù uso il caschetto". Oggi Elia si allena almeno tre giorni a settimana. "Non ho sogni di gloria in questo settore. L'unico obiettivo che ho è di divertirmi. Il ballo fondamentalmente è divertimento".

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