Cerca e trova immobili
LOCARNO

Colpo di scena al processo: "E' stata mia madre a dirmi di trovare un assassino per uccidere Arno"

D.D. ritratta e racconta di aver detto alla madre di aver trovato dei sicari italiani. Ma la storia era inventata
None
Colpo di scena al processo: "E' stata mia madre a dirmi di trovare un assassino per uccidere Arno"
D.D. ritratta e racconta di aver detto alla madre di aver trovato dei sicari italiani. Ma la storia era inventata
LOCARNO - Colpo di scena in aula. Poco dopo le 16, D.D. ha chiesto di prendere la parola: "Ho riflettuto su tutto e ora voglio dire la verità. Vorrei scusarmi con tutti per le menzogne che ho detto su mia madre e su quella specie di ...

LOCARNO - Colpo di scena in aula. Poco dopo le 16, D.D. ha chiesto di prendere la parola: "Ho riflettuto su tutto e ora voglio dire la verità. Vorrei scusarmi con tutti per le menzogne che ho detto su mia madre e su quella specie di ordine che ho ricevuto. Ho capito che non è giusto che la famiglia di Arno, soprattutto la mamma, non sappia per cosa è morto suo figlio. E' stata mia madre a dirmi di trovare un assassino per uccidere Arno Garatti. Me l'ha detto il 28 giugno. Quel giorno, quando Arno stava dormendo, abbiamo discusso di Arno. Mia madre mi ha detto che non lo sopportava più e mi ha detto come sarebbe meglio per tutti noi che lui morisse.  Mia madre sapeva che io conoscevo persone con precedenti penali sia per traffico di armi e sia per traffico di droga. Queste persone le conoscevo in Serbia, ma anche in Svizzera".

Chi sono queste persone che lei conosce? ha chiesto al ragazzo il presidente della Corde, giudice Giovanna Roggero-Wil.
"Qui in Svizzera non mi ricordo bene - ha risposto al ragazzo e ha aggiunto-  in Serbia sono ormai in prigione. Mia madre sapeva che in Serbia andavo spesso in un bar frequentato da persone poco raccomandabili, e con precedenti penali. Io avrei potuto contattarli perché avevo il loro numero di telefono. Conoscevo il capo di quel bar che mi avrebbe messo in contatto con qualcuno. Lui si chiama D., ma non so il cognome. Avevo il suo numero di telefono in un'agenda che è stata sequestrata dai poliziotti. Dicevo a mia madre che conoscevo degli italiani che avrebbero potuto uccidere Arno. Ho fatto finta di chiamarli da camera mia e poi sono tornato in salotto e ho detto a mia madre che avrebbero potuto ucciderlo per 3000 franchi e lei ha detto di accettare. Gli italiani non esistevano, erano una mia invenzione. Visto che era una questione famigliare avevo deciso di ucciderlo io. Non ho detto a mia madre che avrei agito io perché lei non me lo avrebbe permesso. E' per quello che ho inventato la storia degli italiani".

RED

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE