Travail.Suisse: no a riduzione rendite
Queste le rivendicazioni presentate oggi a Berna dalla confederazione sindacale Travail.Suisse e dalla Società svizzera degli impiegati del commercio (SIC Svizzera) in vista dell'ampia riforma della previdenza vecchiaia, sulla quale il Consiglio federale vuole aprire una consultazione entro fine anno.
Secondo le due organizzazioni, è necessario un "automatismo di finanziamento" per assicurare il versamento delle rendite al di là del picco demografico: la generazione del baby boom raggiungerà tra qualche anno l'età pensionabile. Se gli averi dell'AVS scendono al di sotto di un valore soglia fissato, dovono essere automaticamente percepiti introiti supplementari. Questo potrebbe avvenire con un aumento dei contributi salariali o dell'IVA (la soluzione privilegiata dal ministro Alain Berset).
Secondo Travail.Suisse e SIC la situazione della Svizzera è buona rispetto a quella dei paesi vicini e il "buco" finanziario da colmare sarà minimo. Tagli nelle prestazioni dunque non si impongono, tanto più che per un buon numero di lavoratori l'obiettivo del mandato costituzionale, ossia 'rendere possibile l'adeguata continuazione del tenore di vita abituale' (art.113) è già "appena appena raggiunto con le prestazioni attuali".




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